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Dietrofront sull’idrossiclorochina e l’Oms riprende i trial

Roma, 4 giu. (askanews) – Idrossiclorochina sì, idrossiclorochina no. Si torna a discutere dell’efficacia di questo farmaco e dei suoi effetti sul trattamento del Covid -19. L’OMS è tornata sui suoi passi e ha annunciato la ripresa degli studi clinici pochi giorni dopo averli sospesi in seguito alla pubblicazione sulla rivista medica Lancet di uno studio sui possibili effetti collaterali gravi nell’utilizzo del farmaco nei pazienti affetti da coronavirus. Uno studio pubblicato anche sul New England Journal of Medicine. Entrambe le prestigiose riviste hanno ritrattato e chiesto di ritirare le pubblicazioni in questione.

Per Lancet, in particolare, tre dei quattro autori hanno scritto di non essere “più in grado di garantire la veridicità delle fonti dei dati primari”. Il quarto è il proprietario della società che li aveva raccolti, la Surgisphere di Chicago, che si è rifiutata di fornire i dati completi in suo possesso raccolti sui pazienti, impedendone la verifica. Tra l’altro, secondo il Guardian diversi dipendenti di questa azienda hanno poca esperienza scientifica. Uno sarebbe scrittore di fantascienza, la responsabile marketing una modella di riviste per adulti e hostess per congressi.

L’OMS adesso ha fatto sapere che “non vi sono motivi per modificare il protocollo” degli studi clinici sull’idrossiclorochina, che secondo molti medici, in caso di Covid andrebbe somministrata insieme ad altri farmaci come l’eparina all’insorgere dei primi sintomi, previo controllo medico e in assenza di alcune patologie particolari; il costo oltretutto è irrisorio.

Tuttavia, lo studio “sulla preoccupante mortalità” effettuato su 96mila pazienti secondo modalità ancora da chiarire, ha avuto effetti in tutto il mondo anche se molti medici, infettivologi, scienziati ne avevano preso le distanze.

Resta il fatto che non è dimostrato che l’uso di questo farmaco possa essere usato per prevenire il coronavirus, anche se il presidente Usa Donald Trump ha affermato pubblicamente di averlo assunto a questo scopo. Uno studio universitario recentissimo realizzato in doppio cieco su 821 persone in Stati Uniti e Canada, anche questo pubblicato sul New England Journal of Medicine, sostiene che il rischio di contrarre il Covid 19 è lo stesso se si assume a scopo preventivo un placebo o se si assume il farmaco.

© Riproduzione riservata

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