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Ex guardia nazista condannata a 2 anni, ma non andrà in prigione

Amburgo (Germania), 23 lug. (askanews) – Bruno Dey, un’ex guardia di un campo di concentramento nazista, oggi 93enne, è stato condannato a due anni di carcere con la condizionale, per complicità in omicidio, in quello che potrebbe essere uno degli ultimi casi di nazisti ancora in vita che la Germania riuscirà a processare.

L’uomo, che vive ad Amburgo e ha due figlie, era stato incriminato di complicità in 5.230 omicidi nel campo di Stutthof, vicino all’attuale Danzica, in Polonia, dove prestò servizio come guardia delle SS dall’aprile del 1944 all’aprile del 1945, quando aveva 17 anni, e quindi ancora minorenne.

Per la giudice l’ex guardia ha comunque contribuito a “disumanizzare le persone e a trasformarli in numeri”: “Ti sei considerato un mero osservatore, mentre nei fatti eri un complice di questo inferno fatto dagli uomini”, gli ha detto prima di emettere il verdetto. Nelle sue ultime dichiarazioni in aula, Dey si era scusato con le vittime, dicendo che era costretto a quel ruolo e si è detto scioccato per i racconti dei testimoni sopravvissuti al campo di Stutthof, dove 65.000 persone sono morte di malattia, malnutrizione, giustiziate o uccise nelle camere a gas (circa 4.000). I nazisti lo crearono nel 1939, inizialmente per detenere i prigionieri politici polacchi, ma alla fine furono 110.000 i detenuti, tra cui molti ebrei.

Già Oskar Groening, contabile ad Auschwitz, e Reinhold Hanning, ex guardia delle SS nello stesso campo, furono condannati per complicità in omicidio di massa a 94 anni, ma entrambi sono morti prima di vedere la prigione.

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