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Falatuano (illimity): Csr, fare utili essendo utili alla società

Milano, 31 lug. (askanews) – Una banca ad alto tasso tecnologico, che al momento della sua nascita – quasi partendo da un foglio bianco – ha colto l’occasione di prendere il meglio delle nuove tecnologie per dare forma a organizzazione e processi innovativi, senza i condizionamenti e i limiti di modelli sviluppati in contesti sociali e di business non più attuali. E il caso di “illimity”, realtà nata nel 2018 che -grazie alle condizioni proprie dello “stato nascente” di un’impresa- oltre ad aver realizzato un nuovo format di banca ha scelto di radicare nel suo DNA i valori della responsabilità sociale d’impresa, al punto da definirsi una “Csr native company” .

Isabella Falautano, Chief Communication & Stakeholder Engagement Officer di “illimity” spiega così -per il Salone della Csr e dell’innovazione sociale- il significato di questa definizione: “Essere ‘CSR native’ significa introdurre la sostenibilità a partire dalla propria ragion d’essere – dice – Oggi è’sempre più importante il tema del “purpose”, che in italiano si può anche intendere proprio come ‘ragion d’essere profonda’. Partendo da quella legata al business, ovvero supportare il tessuto produttivo italiano nelle fasi di difficoltà, ciò comporta l’avere un approccio di un certo tipo nei confronti del business, e nei confronti di tutti i processi che servono a sostenere “questo business”.

Nel suo agire come impresa coerente con i modelli del capitalismo responsabile “illimity” ha scelto di prendere posizioni attive anche su una serie di tematiche sociali, a partire da quella sul gender gap, fenomeno che vede l’Italia al 76esimo posto in un report redatto per il World Economic Forum. Nasce così il progetto illimitHER, programma per promuovere la cultura STEM e ispirare le ragazze a intraprendere strade coraggiose e alternative sia negli studi sia nel lavoro. “Con IllimitHER – spiega Falatuano – vogliamo presentare dei role model che abbiano una chiave peculiare: quella di essere donne giovani, trentenni, che hanno già trovato la loro strada e che quindi possono incoraggiare le più giovani. Ma che anagraficamente siano viste come più prossime, più vicine. Troppo spesso i role model sono di altre generazioni. Sono donne di anche di grande successo, ma che sono viste come sideralmente lontane. Quindi presentare le trentenni alle più giovani, nei piccoli e grandi percorsi che hanno fatto e nel modo in cui li hanno vissuti, può mettere in moto tante cose a favore delle più giovani”.

Articolato su una serie di eventi – fisici e digitali, e aperti a tutti – “illimityHER” si contraddistingue anche per una caratteristica peculiare: nasce e si sviluppa in collaborazione stretta con altre associazioni e iniziative dando vita ad una sorta di ecosistema di realtà impegnate su Diversity & Inclusion per aumentare la forza e le possibilità di indurre cambiamenti positivi. “In illimitHER ci sono oltre dieci interlocutori – prosegue – da SheTech a Young Women Network, da Unstoppable Womendi StartupItalia a STEMin the City e tanti altri si stanno associando, in modo tale da far massa critica e cercare di smuovere e mettere in movimento queste tematiche dalla base”.

Per dare senso concreto ai valori enunciati nelle definizioni, ed espressi poi nella prassi e nelle scelte di business, è necessario però avere riscontri misurabili e condivisibili. Anche in questa prospettiva se le scelte di Csr sono insite al modello stesso di organizzazione la loro rendicontazione avrà per gli stakeholder un valore diverso e più alto. “Noi abbiamo chiesto a 700 stakeholder interni ed esterni, sin dall’anno zero, quali fossero i temi materiali importanti per Illimity – racconta il Chief Communication & Stakeholder Engagement Officer di “illimity” – Sono emersi soprattutto temi come “le persone”; poi “il supporto alle piccole e medie imprese” che è parte proprio del nostro modello di business, e “l’innovazione”. Quindi su tutti questi elementi abbiamo costruito tutto un sistema di reporting già in una logica di GRI. Abbiamo quindi deciso di rendicontare e raccontare questi numeri, e soprattutto questi fatti, partendo dalla nostra Illimity Chart, che è la nostra carta dei valori: abbiamo declinato i valori che caratterizzano illimity e poi fatto reporting e disclosure su tutti gli aspetti che dimostrano come noi alla dichiarazione di principio facciamo seguire dei fatti, e come questi fatti siano anche corrispondenti a dei GRI in modo tale che questo ci possa servire da tassello zero, in futuro, anche per le dichiarazioni non finanziarie”.

La Csr, dunque, non solo come restituzione alla comunità, ma come pilastro valoriale dell’impresa che si muove comunque con obiettivi di profitto, ma in una prospettiva di impegno positivo sui valori della comunità in cui agisce. “La responsabilità sociale per illimity è avere sempre presente nel modo di fare business l’impatto di lungo periodo e le esternalità positive sui diversi stakeholder – conclude Falatuano – Perché noi vogliamo fare utile essendo utili alla società”.

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