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Coronavirus, a Napoli perquisizioni e indagini sui Covid hospital

Napoli, 4 ago. (askanews) – La magistratura napoletana indaga sui cosiddetti Covid Hospital, strutture prefabbricate, realizzate nel pieno del lockdown per dotare il capoluogo campano, Caserta e Salerno di ulteriori posti di terapia intensiva e fronteggiare l’emergenza Coronavirus anche se in gran parte, per fortuna, sono rimasti inutilizzati.

Tra gli indagati ci sarebbero anche alcuni fedelissimi del presidente della Regione, Vincenzo De Luca: si tratta di Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro, del consigliere regionale Luca Cascone e dell’ingegnere Roberta Santaniello, componente dell’Unità di crisi regionale e del gabinetto della giunta per la Protezione civile. Il governatore, dal canto suo, anche in passato, ha sempre risposto ai detrattori difendendo l’importanza di queste strutture.

L’inchiesta dei Pm partenopei punta ad accertare se vi siano state anomalie nella creazione dei Covid hospital. Ci sono state diverse perquisizioni e sequestri di strumenti informatici.

Sotto la lente degli inquirenti una serie di gare d’appalto indette nel periodo dell’emergenza, tra le quali quella per oltre 15 milioni di euro aggiudicata dalla centrale regionale per gli acquisti Soresa per la realizzazione della struttura modulare nei pressi dell’ospedale Del Mare di Ponticelli.

I reati ipotizzati sono concorso in turbativa d’asta e frode in pubbliche forniture in relazione ad alcune “criticità” ipotizzate “in relazione alle procedure di aggiudicazione e di esecuzione” dei lavori per la realizzazione della struttura dell’area Est di Napoli.

Un’inchiesta che rischia di avere conseguenze anche sulla campagna elettorale per il voto alle Regionali campane.

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