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Hiroshima e Nagasaki, a 75anni cosa resta del dramma della bomba

Tokyo, 4 ago. (askanews) – Settantacinque anni dopo i bombardamenti atomici delle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, gli ultimi sopravvissuti alla doppia tragedia stanno ancora cercando di perpetuare la memoria, passando gradualmente il testimone alle generazioni successive. L'”hibakusha” – letteralmente “la persona colpita dalla bomba” – per decenni è stata una voce potente che ha chiesto l’abolizione delle armi nucleari.

Come Jiro Hamasumi, 74 anni, uno dei più giovani sopravvissuti. Sua madre era incinta quando la bomba è esplosa a Hiroshima. Suo padre è stato ucciso, molto probabilmente all’istante. “Non passa un giorno in cui non penso a mio padre”, dice.

Ciò che sa del bombardamento gli viene dai suoi fratelli: la luce accecante, il suono assordante dell’esplosione di Little Boy e l’orrore che ne seguì. Suo padre era al lavoro a poche centinaia di metri dall’epicentro. Sua madre cercò di raggiungere il marito con i suoi figli, ma “il calore e l’odore della carne bruciata” la fermò. Alla fine hanno trovato solo “qualcosa che assomigliava al suo corpo” e poterono solo prendere una fibbia della cintura, una chiave e parte del suo portafoglio.

Terumi Tanaka, 88 anni, sopravvissuto alla bomba di Nagasaki. Aveva 13 anni quando la bomba americana colpì la sua città il 9 agosto 1945, dove 74.000 persone morirono all’istante e nei mesi seguenti. Tre giorni prima, il primo attacco nucleare nella storia aveva colpito Hiroshima, uccidendo 140.000 persone. Il signor Tanaka ha trascorso gran parte della sua vita condividendo la sua esperienza, nella speranza che le armi nucleari vengano bandite. Secondo lui “Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha solo una vaga idea che sia esplosa potentemente a Trinity, tutto qui. Non è solo Trump, molte persone non sanno come sia realmente”.

E mentre ci sono Paesi come la Corea del Nord che sbandierano il proprio arsenale nucleare e sostengono il principio della deterrenza, Tanaka ricorda che oggi l’umanità possiede circa 13.000 bombe nucleari. “La nostra domanda è come al mondo lo si stia permettendo. La gente pensa che non saranno mai usate? Non lo sai mai, davvero non lo sai mai”, spiega per poi aggiungere il suo monito: “Abbiamo lavorato sodo negli ultimi 75 anni, ed è stato estenuante. Ora dipende da chi verrà. Dopo di noi”.

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