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Torino, 40 mostre e 225mila visitatori: Camera festeggia 5 anni

Torino, 29 set. (askanews) – Una chiamata pubblica per trasformare balconi, finestre, palazzi e muri in un palcoscenico per celebrare la fotografia. Succede a Torino la sera del primo ottobre. A lanciare l’iniziativa, battezzata “Esterno Notte” è stata Camera, Centro Italiano per la fotografia, che celebra il suo primo lustro di vita, dal 30 settembre al 4 ottobre, con happening, mostre e letture.

Duecento venticinque mila visitatori, 40 mostre, 220 workshop ed eventi e 160 ospiti internazionali: questo in sintesi il bilancio dei primi cinque anni di Camera, tracciato dal suo presidente Emanuele Chieli: “Quella che cinque anni fa era solo una scommessa oggi possiamo dire che sia una scommessa vinta. Camera è cresciuta molto, si è radicata sul territorio torinese. Crediamo di avere una buona visibilità in Italia, dove vogliamo essere punto di riferimento per la fotografia, e una buona visibilità internazionale”, ha sottolineato.

La fotografia in Italia, rispetto ad altri paesi europei, sembra essere figlia di un Dio minore. Camera vuole proprio colmare questo gap e in questi anni si è proposta anche come un piccolo centro studi, per formare una nuova generazione di talenti attraverso workshop in collaborazione con con Leika Academy e con l’ International Center of Photography di New York, ma anche per insegnare ai ragazzi a sapersi muovere tra i diversi linguaggi e registri della fotografia dal ritratto al reportage.

I festeggiamenti per il primo lustro di attività arrivano in un anno difficile per i musei e per il mondo della cultura e Chieli non lo nega, ma rilancia: “Anche in momenti difficili sono convinto che chi investe in cultura ne abbia un ritorno e non solo di immagine. E’ davvero il momento di sostenere tutti insieme la cultura”.

Guarda con fiducia al futuro il direttore di Camera, Walter Guadagnini: “Uno dei punti di forza di Camera è il puntare su diversi elementi. Punteremo come di consueto su un mix di grandi nomi e di proposte più di ricerca, anche sorprendenti, dal punto di vista espositivo. Dal punto di vista del lavoro più quotidiano c’è in atto un grande lavoro sul digitale, che abbiamo imparato ad usare di corsa nei mesi scorsi e che vogliano continuare a sviluppare. Magari con un po’ più di calma e riflessione. E poi dovremo reinventare in questo periodo la parte didattica”.

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