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Covid, Censis-Auditel: luci ed ombre della nuova Italia digitale

Roma, 19 ott. (askanews) – Il vero distanziamento sociale? Quello di 3,5 milioni di famiglie italiane che non avendo nemmeno uno smartphone, durante il lockdown, di fatto sono rimaste totalmente isolate.

E’ quanto emerge dal terzo Rapporto Auditel-Censis intitolato “L’Italia post lockdown: la nuova normalità digitale delle famiglie italiane” presentato oggi al Senato. L’unica conseguenza positiva del Covid-19 infatti è la fortissima accelerazione impressa all’alfabetizzazione digitale del paese: spaventati dalla malattia, costretti a coabitare 24 ore su 24, gli italiani hanno scoperto che senza una buona connessione ad internet nessuna attività era più possibile. E hanno reagito velocemente: nuovi device, nuove connessioni più veloci, nuove abitudini di fruizione.

Andrea Imperiali, Presidente Auditel: “Stiamo parlando di oltre 15 milioni di famiglie italiane che durante il lockdown, forzatamente, hanno cominciato a fare per la prima volta una serie di cose che li hanno integrati con le tecnologie digitali. Noi la definiamo la più grande sperimentazione di massa mai condotta dal nostro paese. Poi ci sono anche una serie di famiglie purtroppo che sono rimaste invece escluse; è una delle informazioni che vogliamo consegnare alla decisione politica e al mondo delle imprese perché è una delle priorità che vanno colmate per i nostri progetti futuri”.

Il Presidente del Censis Giuseppe De Rita rileva come il divario tra famiglie ricche e famiglie povere sia stato accentuato: se le fasce di reddito in Italia sono abbastanza ben distribuite, la fascia più alta fa la parte del leone in termini di comunicazione: “Significa che la fascia alta prende la dimensione innovativa e la fascia bassa non la prende. Naturalmente con il lockdown questo è aumentato insieme alla dimensione del Mezzogiorno, delle fasce meno favorite, dei nuclei familiari monocomponenti.

Con ogni probabilità questo tipo di realtà continuerà ad accentuarsi”.

Alberto Barachini, presidente della Commissione di Vigilanza Rai: “La realtà è più complessa della narrazione; l’Italia non è ancora totalmente pronta a questa rivoluzione. Un rapporto importante sulla digitalizzazione, il rapporto Desico colloca l’Italia 25esima su 28 paesi dell’Unione Europea”.

Alla presentazione hanno partecipato anche Giacomo Lasorella, Presidente Agcom, Gian Carlo Blangiardo, Presidente Istat e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Andrea Martella: “Una parte importante delle risorse del recovery fund – ha ricordato Martella – serviranno anche per questo: per fare in modo che la modernizzazione digitale accompagni la trasformazione del nostro paese. Voi ricorderete che già nel decreto cura Italia una somma consistente, 100 milioni, fu destinata per l’acquisto da parte delle famiglie di strumenti per la didattica on line. Ora si pone tema della rete unica e della necessità dello Stato di attuare ogni intervento perchè questa infrastrutturazione sia garantita a tutti i cittadini e a tutto il paese”.

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