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Rinnovabili, sfida riconversione tra sole, vento e idrogeno

Roma, 27 nov. (askanews) – Il 78% degli italiani pensa che il futuro sia nelle rinnovabili, oltre il 90% è preoccupato dal cambiamento climatico, si preferiscono gli impianti solari sulle coperture e quelli eolici al largo in mare, l’idrogeno è la scelta per il futuro e ben il 68% ritiene che l’aria inquinata aumenti diffusione e letalità del COVID-19.

È questa la fotografia che emerge dal 18° Rapporto “Gli italiani, il solare e la green economy”, realizzato dall’Osservatorio sul solare della Fondazione UniVerde e da Noto Sondaggi, i cui dati sono stati divulgati nel corso della web conference “Economia, salute, ambiente o viceversa? Innovazione e rinnovabili per la salute del Pianeta e dell’Umanità”.

L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione UniVerde e dalla Società Geografica Italiana Onlus con la collaborazione di CITERA – Centro di Ricerca Interdisciplinare Territorio Edilizia Restauro Ambiente della Sapienza Università di Roma. Partners dell’evento Renexia, Alboran Hydrogen, Maestri Costruttori.

Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde:

“Il rapporto conferma che più del 90 per cento degli italiani è preoccupato per il cambiamento climatico e considera l’emergenza e l’allarme clima addirittura più grave della pandemia e della crisi economica.

Le persone quindi capiscono che la transizione energetica serve e rapidamente. Il mio Conto Energia puntava nel 2007 a raggiungere 3 mila megawatt ma ha avuto un tale successo che oggi siamo a 21 mila megawatt di energia elettrica prodotta da solare fotovoltaico ma bisogna implementare per arrivare al 100 per cento di energia prodotta da fonti rinnovabili. E’ l’obiettivo internazionale, prima lo raggiungiamo meglio è. E l’Italia ha sia sole sia vento, quindi una grande opportunità per realizzare solare ed eolico sostenibili, nel rispetto di tutte le normative ambientali, con le tutele paesaggistiche e delle rotte dei migratori. Però l’Italia può creare un sistema serio di grande produzione di energia, posare l’idrogeno, e ricordo che con la Regione Puglia varai il primo piano per produrre idrogeno verde, cioè prodotto dal sole, dal vento e dall’acqua, e credo che questa è la prospettiva che darà occupazione e benessere al nostro Paese”.

Il Rapporto dunque rafforza il sostegno alle rinnovabili, in particolare alle energie prodotte dal sole e dal vento, ma affronta anche il tema dell’efficienza energetica: il 63% degli italiani ha sentito parlare del Super Ecobonus del 110% si dichiara interessato e il 68% lo giudica una iniziativa positiva.

Guardando avanti, emerge la necessità comunque di una chiara e sfidante strategia nazionale, come sottolinea Livio De Santoli, Prorettore alle Politiche Energetiche presso la Sapienza Università di Roma:

“Tutti sappiamo che il piano nazionale integrato energia e clima deve essere rivisitato profondamente perchè gli obiettivi al 2030 delle Rinnovabili sono obiettivi molto sfidanti e diventano ancora più sfidanti rispetto a quello che l’Europa ci ha chiesto di fare nelle ultime settimane”.

“Da questo punto di vista sia fotovoltaico sia eolico devono vedere un grandissimo impegno in questi dieci anni cruciali. Ci sono problematiche diverse da risolvere, per l’eolico c’è la saturazione dei grandi impianti a terra, quindi l’offshore diventa l’unica opzione fattibile”.

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Mentre sull’idrogeno serve accelerare, leolico offshore potrebbe già essere una grande opportunità per l’Italia e per l’industria italiana:

“Intanto per gli interventi di sostenibilità che un impianto eolico offshore deve assolutamente prevedere, e l’Italia da questo punto di vista ha una buona tradizione. Poi per la particolarietà dei fondali italiani che sono totalmente diversi da quelli del Mare del Nord, perchè sono molto profondi, e la tecnologia potrebbe essere adattata ad hoc sul territorio italiano con grande apporto della nostra industria”.

“Per quanto riguarda invece l’idrogeno l’Italia riparte dal tempo zero. L’Europa anche in questo caso ha dato degli obiettivi incredibili a partire dal 2024 fino ad uno share dei consumi al 2050 assegnati all’idrogeno del 24/25 per cento. E tutti in questo momento stanno sgomitando per raggiungere una fetta del mercato. L’Italia deve essere forte e gettare il cuore oltre l’ostacolo”.

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