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Mieloma in movimento: dallo sport un aiuto ai pazienti

Roma, 4 dic. (askanews) – Dolore osseo persistente o ricorrente, fratture, stanchezza, infezioni inspiegabili, disturbi del sistema nervoso, mancanza di respiro o evidenza di insufficienza cardiaca o renale. Sono questi alcuni dei sintomi del mieloma multiplo, tumore delle cellule plasmatiche del midollo osseo che colpisce ogni anno, nel mondo, circa 138.000 pazienti. L’età è il principale fattore di rischio: oltre due terzi delle diagnosi riguardano persone di età superiore ai 65 anni e solo l’1 per cento al di sotto dei 40 anni.

Per questi motivi, fino a poco tempo fa, si riteneva che le persone affette da questo tumore del sangue, il secondo per diffusione dopo i linfomi, non potessero praticare attività fisica o sportiva. Ma la ricerca è andata avanti e oggi studi scientifici sono addirittura in grado di dimostrare l’importanza, per questi pazienti fragili, di una leggera attività sportiva ai fini del miglioramento della qualità di vita. E’ quanto è emerso nel webinar “No One Left Out – Mieloma in Movimento”, promosso da Sanofi insieme ad AIL – Associazione Italiana Leucemie, Linfomi, Mieloma, Fondazione GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell Adulto) e Federazione Italiana Golf.

Il professor Sergio Amadori, presidente AIL e professore onorario di ematologia, università Tor Vergata di Roma:

“Ogni anno tra i 5/6 mila individui nel nostro paese sviluppano il mieloma multiplo, una patologia che si presenta con sintomi peculiari che sono rappresentati soprattutto dai dolori ossei. Con la mobilità che viene resa molto difficoltosa sia per il dolore delle lesioni ossee sia per la difficoltà negli spostamenti fisici”.

“Oggi i soggetti affetti da tumore come il mieloma possono sopravvivere oltre i 10 anni con buona qualità di vita. Questo perchè la diagnosi si fa precocemente e si riesce ad impostare dei programmi terapeutici prima che compaiano quelle lesioni ossee di cui abbiamo parlato”.

“Proprio recentemente sono apparsi nella letteratura scientifica lavori che hanno dimostrato come il soggetto affetto da mieloma che è in grado di esercitare una attività fisica che viene calibrata sulla sua età può contribuire sensibilmente a migliorare la qualità di vita”.

Accanto alla ricerca e alle terapie, assume dunque sempre maggiore importanza l impegno per promuovere attività sportive inclusive e accessibili, che possano essere di supporto a persone che vivono condizioni di fragilità. Tra queste attività, proprio la pratica del golf, a livello amatoriale può essere un valido aiuto per le persone con mieloma multiplo.

Fondamentale resta sempre la ricerca. Oggi, infatti, le persone nella fascia di età mediamente più colpita dal mieloma multiplo, tra i 65 e i 75 anni, vivono una vita attiva e dinamica. Da qui il sostegno al progetto No one left out.

Marcello Cattani, Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Italia:

“Sanofi ha una lunga storia di impegno a favore dell’oncologia e dell’ematologia, e siamo impegnati nella ricerca di nuovi anticorpi che possano avere un impatto positivo sulla cura del mieloma multiplo. Lo facciamo sviluppando farmaci che curano la parte clinica della malattia. Ma c’è una parte della malattia, quella dell’inclusione sociale, dove il progetto No one left out, insieme a Federazione Italiana Golf e Ail, si inserisce. Dando la possibilità a tutti i pazienti affetti da mieloma multiplo di praticare il golf, una pratica leggera che può dare benessere, come dimostrano le esigenze scientifiche sugli effetti derivati dallo sport per i pazienti, e quindi andare oltre come missione, con una responsabilità sociale che promuova l’inclusione, il benessere, la qualità di vita dei pazienti attraverso la pratica di questo sport”.

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