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Ilva, raggiunto accordo: Stato al 50%, da 2022 con controllo

Roma, 11 dic. (askanews) – Via libera all’accordo di co-investimento tra Arcelor Mittal Holding, Arcelor Mittal e Invitalia per l’ acciaieria Ilva di Taranto. L’intesa è stata firmata dall’amministratore delegato di Invitalia, la società del ministero dell’Economia, e da Arcelor Mittal e prevede l’ingresso dello Stato attraverso la stessa Invitalia al 50% del capitale e fino al 60% a partire dal 2022, trovandosi a detenere, quindi, il controllo del gruppo siderurgico.

A regime saranno salvaguardati tutti i 10.700 lavoratori dell’azienda, spiega Invitalia che garantisce l’avvio del processo di decarbonizzazione dello stabilimento, con l’attivazione di un forno elettrico capace di produrre fino a 2,5 milioni di tonnellate l’anno. L’obiettivo del piano di investimenti nel Mezzogiorno d’Italia è di trasformare l’ex Ilva di Taranto nel più grande impianto di produzione di acciaio “green” in Europa.

Soddisfazione è stata espressa dai ministri dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli e dell’Economia, Roberto Gualtieri.

Per l’ex Ilva di Taranto l’Italia accederà al Just transition fund che destina al nostro Paese 937 milioni, risorse che però non possono essere usate per finanziare fonti fossili. Lo ha spiegato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Bruxelles.

“A Taranto – ha assicurato – ci sarà l’idrogeno, realizzeremo il progetto più avanzato e serio di transizione ecologica. Durante il consiglio europeo non ci si può distrarre, non so se è già stato annunciato il programma dell’accordo ma prevede si abbandoneranno le fonti fossili. Iniziamo già in parte il progetto di riconversione e, in prospettiva, man mano che la tecnologia ce lo consentirà, diventerà tutto verde. Il nostro investimento è già in questa prospettiva, continueremo ad accedere ai fondi del Just transition fund”.

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