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Viareggio, rabbia familiari: andiamo avanti, vogliamo giustizia

Milano, 9 gen. (askanews) – Delusione e rabbia dei parenti delle vittime della strage di Viareggio, il giorno dopo la sentenza della Cassazione sulla strage ferroviaria del 29 giugno 2009, in cui morirono 32 persone; non è stata riconosciuta l’aggravante per infortunio di lavoro, facendo automaticamente scattare la prescrizione per il reato di omicidio colposo plurimo. Confermate in via definitiva le condanne per disastro colposo ferroviario per 11 imputati. I parenti delle vittime, riuniti nella onlus “Il mondo che vorrei” si sono incontrati per ribadire che la loro battaglia va avanti.

A dar loro voce Marco Piagentini, sopravvissuto alla strage che ha perso moglie e due figli nella strage.

“Adesso non è più un discorso giuridico, ma morale e civico, le persone che sono state condannate non possono tornare ad essere amministratore delegato o insegnare nelle università. Questo a noi spaventa”, ha detto.

“La responsabilità per incidente sul lavoro era un passaggio fondamentale – ha spiegato – riconosceva le responsabilità delle società, riconosceva che quel sistema è fallace, siamo qua a rinnovare la richiesta al ministro dei Trasporti che prenda in considerazione le due sentenze che dicono che il trasporto ferroviario è fallace”.

“Sempre lì a combattere perché la verità emerga. La verità è chiara ma la vogliamo far emergere nel capo della giustizia, noi cercavamo giustizia ma abbiamo incontrato la legge”, ha concluso.

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