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Coronavirus, il sindaco di Cremona: deroghe contro la Zona rossa

di Pino Di Feo

Montaggio a cura di askanews

Cremona, 18 gen. (askanews) – Una cordata di amministratori “virtuosi” contro il provvedimento del Ministero della Salute che confina nuovamente la Lombardia in zona Rossa che chiede all’Istituto superiore di Sanità deroghe alle limitazioni anticontagio, in ragione di dati meno drammatici in alcune zone rispetto ad altre del vasto territorio lombardo. Ne fanno parte, tra gli altri, i sindaci di Bergamo, Crema e Cremona, le città più colpite dalla prima fase della pandemia di Covid-19 in Italia.

Askanews ha intervistato il primo cittadino di Cremona, Gianluca Galimberti.

“Noi chiediamo, secondo quanto previsto dalla normativa, che la Provincia di Cremona, sia differenziata rispetto al resto della regione, se il resto della regione sarà in zona rossa – ha spiegato Galimberti – questo in base all’applicazione della normativa che prevede che il governatore della Regione, in accordo con il sindaco della città capoluogo, faccia richiesta al ministro il quale può firmare questa differenziazione”.

A parlare chiaro sono i numeri che, a gennaio 2021, fotografano una situazione apparentemente “sotto controllo” a Cremona e provincia, con una media di 113 positivi ogni 100mila abitanti a settimana e un’occupazione di posti Covid e terapie intensive in ospedale pari a circa il 50% di quelli disponibili.

Nodi fondamentali, però, restano scuola e trasporti.

“Si era arrivati con molta tranquillità a garantire il 50% della didattica in presenza con il 50% dell’occupazione del trasporto pubblico e il lavoro in atto era ed è quello di arrivare al 75% della didattica in presenza, sempre con il 50% di occupazione del trasporto pubblico, differenziando gli ingressi negli istituti scolastici con 2 turni d’ingresso e d’uscita ma, in ogni caso, siamo nelle condizioni di dover garantire a ragazze e ragazzi una quantità sufficientemente alta di didattica in presenza. È una condizione chiave, così come dobbiamo trovare una modalità di convivenza con il virus anche per alcune categorie economiche e imprese che sono sull’orlo del fallimento come ristorazione, bar ma anche palestre e imprese culturali”.

Lo stesso governatore della Lombardia, Attilio Fontana ha parlato di “punizione immeritata” a proposito delle nuove restrizioni dovute alla zona rossa che, spiega Galimberti, non aiutano certo chi da mesi soffre la stagnazione di un’economia ormai al collasso.

“Continuiamo ad insistere – ha concluso Galimberti – perché vengano trovate prassi e modalità nuove per quelle categorie economiche e imprese che rischiano di morire. Bisogna trovare una modalità di convivenza con il virus diversa perché altrimenti siamo di fronte a tantissimi fallimenti e comunque ci impegnamo perché i vaccini vengano somministrati nel minor tempo possibile e raccomandiamo sempre a tutti il rispetto delle regole, perché il virus c’è ancora purtroppo”.

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