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Navalny in custodia 30 giorni, Lavrov: l’Ovest in realtà gongola

Milano, 18 gen. (askanews) – Un giudice ha messo Alexei Navalny in custodia cautelare per 30 giorni. La sentenza ha concluso un’udienza in tribunale di ore, presso un distretto di polizia nei pressi dell’aeroporto di Mosca Sheremetyevo dove è stato fermato, dopo essere volato domenica sera da Berlino, dove è stato curato in seguito all’avvelenamento di agosto.

Navalny è volato in Russia dalla Germania, dove aveva trascorso cinque mesi a riprendersi da un avvelenamento da agenti nervini di cui incolpa il Cremlino.

E mentre l’Ovest punta il dito contro Mosca, a rispondere alle accuse c’è Sergei Lavrov, ministro degli Esteri russo da oltre tre lustri, che rimbalza le accuse al mittente:

“Probabilmente dovremmo preoccuparci della nostra immagine (l’immagine della Russia all’estero, ndr), ma non siamo giovani donne che vanno a un ballo. Dovremmo, soprattutto, preoccuparci del nostro lavoro”.

“Tutto ciò che riguarda Navalny, il suo ritorno (da Berlino a Mosca, ndr), la sua detenzione – tutto rientra nelle competenze delle forze dell’ordine”.

Ma secondo Lavrov, il motivo per il quale l’Occidente ne sta parlando tanto, è per coprire le crisi in corso in numerosi Paesi.

“Puoi davvero sentire la gioia in quei commenti in copia carbone (sul Cremlino e il suo coinvolgimento nell’arresto di Alexei Navalny). Apparentemente, consente ai politici occidentali di vedere questo come un’opportunità per distogliere l’attenzione dalla crisi più profonda che il modello di sviluppo liberale ha incontrato”.

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