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Il contatore delle “bugie” dette da Trump sfonda quota 30 mila

Milano, 25 gen. (askanews) – L’ex presidente statunitense Donald Trump ha fatto 30.573 affermazioni false o fuorvianti quando era in carica; quasi la metà è arrivata nel suo ultimo anno, dunque poco prima o subito dopo le elezioni del 3 novembre 2020.

Il database del Washington Post, Fact Checker, originariamente lanciato come progetto per monitorare i suoi primi 100 giorni, una finestra sulle sue ossessioni, ha fatto la conta delle bugie di Trump, che si sono intensificate particolarmente alla fine del 2019.

Quasi 300 volte Trump ha affermato falsamente di aver approvato il più grande taglio fiscale della storia. Ma il numero maggiore di bugie si sono accumulate sulle “frodi” elettorali, da lui inventate. Inoltre la propensione di Trump a ripetere false affermazioni è dimostrata dal fatto che il database di Fact Checker ha registrato circa 750 casi in cui ha ripetuto una variazione della stessa affermazione almeno tre volte. Oltre ad aver costantemente attaccato l’ex presidente Barack Obama per presunti fallimenti.

L’unico momento in cui ha fatto riposare il suo pubblico dalle fandonie è stato quando ha contratto il Covid 19.

Ma Trump non è l’unico: un gruppo di importanti avvocati la scorsa settimana ha chiesto alla magistratura di New York di sospendere la licenza legale di Rudy Giuliani, avvocato di Trump perché ha fatto false affermazioni in cause post-elettorali e per aver esortato i sostenitori di Trump a impegnarsi in “combattimento” poco prima che assaltassero il Campidoglio degli Stati Uniti il 6 gennaio.

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