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Disabilità e Covid, Capodarco: “Vaccinare presto i più fragili”

Roma, 3 mar. (askanews) – Accoglie una sessantina di persone con disabilità nella struttura residenziale, e assiste altre 70 persone che ogni giorno vanno nella struttura sita nella periferia sud-est di Roma. La Comunità di Capodarco è nata nel 1973 e ha una rete di servizi sociali dedicati a disabilità fisica e mentale, minori in stato di abbandono, disagio giovanile, tossicodipendenza, famiglie a rischio, immigrazione.

In tempo di pandemia arriva un allarme dal vicepresidente della Comunità di Capodarco a Roma, Luigi Politano: velocizzare le vaccinazioni per le persone con disabilità, senza distinzione tra chi vive in strutture e chi a casa.

Anche per i caregiver. “Da un lato accogliamo e ospitiamo persone in strutture socio-sanitarie, e per loro gli operatori sono stati già vaccinati con entrambe le dosi. E siamo in attesa che vengano vaccinate le persone con disabilità che vivono all’interno delle nostre strutture, ma la Regione Lazio ci ha assicurato che avverrà presto. Più difficile la situazione per le strutture residenziali di tipo sociale perché mentre da un lato quando si è trattato di applicare tutte le norme per contenere il virus sono state equiparate a tutte le strutture residenziali, per la vaccinazione i tempi si stanno allungando.

Abbiamo fatto presente alla Regione questa difficoltà e speriamo che questo avvenga il prima possibile. Speriamo che la vaccinazione possa essere accelerata per tutti. Magari la scelta di affidare ai medici curanti la vaccinazione potrebbe favorire questo. Abbiamo invitato la Regione a riflettere sull’importanza di vaccinare tutte le persone con disabilità”.

“Noi non possiamo stare al metro, noi stiamo sotto il metro. E non potendo mantenere il distanziamento sociale è necessario che questa fascia della popolazione venga vaccinata il prima possibile. Che ci sia una accelerazione. E speriamo che ci sia una velocizzazione per le persone disabili che vivono a casa e per i loro cargiver. E’ necessario accelerare in generale per tutta la popolazione, ma per queste fasce va fatto uno sforzo in più”.

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