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Vino: Ruffino, identità, sostenibilità e innovazione nel futuro post Covid

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Roma, 7 mag. (Labitalia) – Identità, sostenibilità, innovazione e futuro. Sono le quattro parole chiave che racchiudono l'essenza dell'azienda vitivinicola Ruffino. A evidenziarle l'amministratore delegato, Sandro Sartor, e Francesco Sorelli, direttore comunicazione. Storica realtà fondata nel 1877 a Pontassieve alle porte di Firenze, l'azienda ha segnato la storia del vino in Toscana, mantenendo una solida identità nel luogo in cui è nata.

Con l'acquisizione di due tenute in Veneto per la produzione di Prosecco, Ruffino ha scritto una nuova pagina nel mercato globale del vino, perseguendo l’idea di catturare nuove tendenze per includere e creare relazioni, celebrando il piacere dello stare insieme. 'Vivere di Gusto', il nuovo posizionamento di marchio firmato Ruffino, racconta al consumatore proprio questi concetti, attraverso nuove piattaforme di comunicazione: campagna tv e campagna stampa, un nuovo sito internet ruffino.it e il nuovo web magazine viveredigusto.it, che vanno ad affiancare una nuova organizzazione dei canali social.

"Anche l'enoturismo, l'ospitalità legata all'esperienza di marchio – spiega Sandro Sartor – rappresenta la sublimazione del 'Vivere di Gusto'. È per noi una squisita sintesi di turismo rurale, culturale e gastronomico, che diversifichiamo in un ventaglio di esperienze, tutte estremamente coerenti col nostro 'Vivere di Gusto': tour & tasting, la locanda Le Tre Rane – Ruffino, l’enoteca Bottega del Vino, l’Agriresort Poggio Casciano con le sue colazioni e la meravigliosa piscina. Venire a Poggio Casciano significa veramente capire e beneficiare di quanto è sotteso nel sintagma 'Vivere di Gusto', ritrovare in questo particolare momento l’incanto dello stare insieme".

Una realtà di grandi dimensioni, costituita da diverse piccole aziende agricole che curano ogni minimo dettaglio come fanno gli artigiani, unite per una visione comune: la sostenibilità. Entro il 2025 Ruffino sarà certificata interamente sostenibile e tutte le tenute saranno a conduzione biologica, diventando così la più grande realtà vinicola toscana bio. Intanto, già a fine 2021, più del 40% dei vigneti di proprietà di Ruffino sarà a conduzione biologica.

Dal 2018 tutte le Tenute Ruffino hanno ottenuto la certificazione 'Biodiversity Friends' dalla World Biodiversity Association: una certificazione che premia la capacità di aver ripristinato e mantenuto la biodiversità nelle tenute. L'impegno di Ruffino verso la costante attenzione agli sprechi e all'impatto ambientale si concretizza anche nel riciclo di oltre il 75% dei rifiuti prodotti, di cui ne sono un esempio virtuoso la gestione delle acque con impianti di depurazione all'avanguardia e la fitodepurazione, che permette di trattare in modo naturale le acque di scarico delle cantine grazie all'uso delle piante palustri e del filtraggio naturale dell'acqua con sabbia e ghiaia, convogliando l'acqua purificata nelle operazioni di irrigazione e pulizia. Conduzione organica in vigna per favorire la biodiversità e una produzione sostenibile rientrano nell'alveo del progetto 'Ruffino Cares'.

"'Ruffino Cares' – prosegue Sandro Sartor- è un ampio progetto di responsabilità sociale, che in queste ore più che mai esprime il nostro sentimento, il nostro cuore battente e la nostra volontà di fare. Sostenibilità è anche educazione al consumo responsabile di vino che si incarna nell'idea di educare a gustare il vino ancorandolo ai sistemi relazionali tipici di noi italiani: la convivialità e la condivisione. Bere attraverso il piacere di stare insieme, quindi, non per isolarsi negli eccessi".

Fra i pilastri di 'Ruffino Cares', il supporto agli svantaggiati esprime l'impegno verso gli altri e la responsabilità nel sostenere le eccellenze del territorio nell’ambito dell’assistenza e del volontariato come Dynamo Camp e l'associazione MiaDi, mentre Diversity & Inclusion si pone l’obiettivo di costruire un clima aziendale aperto e inclusivo. "'Ruffino Cares' – sottolinea Sandro Sartor – è un progetto a lungo termine, ambizioso, che ha l'aspirazione di rappresentare quello che l'azienda desidera far vivere nella sua essenza di marchio: la bellezza buona e sociale. Il tutto è certificato in un Bilancio di Sostenibilità che presentiamo di anno in anno".

C'è poi il capitolo innovazione. Così, se nell'aprile dell'anno scorso nasceva Aqua di Venus Toscana Igt, un rosato omaggio all’arte e alla femminilità, a marzo di quest’anno la linea Aqua di Venus si arricchisce di un’espressione in bianco che racconta un’altra anima della costa maremmana. Un'altra nuova etichetta nata dall’esperienza maturata nelle tenute venete dei Poderi Ducali è il Prosecco Rosé Doc, uno spumante metodo Martinotti prodotto da uve Glera e Pinot Nero. Fra gli obiettivi dell'azienda c’è la valorizzazione dei suoi vini rossi di fascia più alta, espressione della storia di Ruffino e del territorio toscano, attraverso la definizione di una famiglia che li racchiuda.

Ruffino guarda con ottimismo al domani, conscia che si intersecheranno opportunità e sfide. L’azienda ha chiuso il suo bilancio fiscale con circa il 20% in meno del fatturato, rispetto allo scorso anno, chiudendo a 106 milioni di euro circa. La causa è soprattutto imputabile alla forte contrazione del canale ho.re.ca. L’Ebitda si attesta al 16% sul fatturato. Uno scenario non semplice, la normalità non è ancora vicina e a tutto ciò si aggiungono i cambiamenti climatici che ogni anno creano nuove complessità. Tuttavia, la pandemia ha creato anche delle opportunità. Ruffino ritiene che ci sia una grande voglia di ritorno alla normalità, ancora più partecipata e vissuta, e che quindi il canale dell’ho.re.ca. possa tornare a rivestire il ruolo che aveva prima, e forse ancora di più, convinta che ci saranno nuove forme di socialità, che premieranno ancor di più l’enoturismo, i piccoli gruppi rispetto alle grandi aggregazioni, le visite alle tenute, che offrono naturalmente scenari belli e in sicurezza.

E Ruffino, anche in questo biennio dai toni chiaroscurali, ha continuato a investire: sui vigneti, sulle cantine (i più significativi investimenti sono arrivati per l’ampliamento della capacità produttiva de La Duchessa, la nostra tenuta in Veneto), sui propri vini e, soprattutto, sulle persone, asset imprescindibile su cui costruire il proprio futuro sostenibile.

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