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Violenza psicologica e fisica: arrestato un cittadino polacco

Un uomo polacco di quarantacinque anni è stato arrestato con l'accusa di violenza psicologica e fisica nei confronti della compagna.

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Gli agenti del Commissariato di Manfredonia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo, accusato di violenza psicologica e fisica nei confronti della compagna. In particolare, il protagonista di questa vicenda è un uomo di quarantacinque anni di origine polacca, il quale avrebbe ripetutamente stretto la compagna ad assumere sostanze alcooliche, in modo tale da costringerla a sottomettersi alla sua volontà.

Ma non solo. Il quarantacinquenne ha poi costretto la donna a prostituirsi.

Violenza psicologica

Un cittadino di origine polacca di quarantacinque anni è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dagli agenti del Commissariato di Manfredonia. L’uomo è stato ritenuto responsabile di aver usato violenza psicologica e fisica nei confronti della compagna, una connazionale della stessa età.

L’uomo avrebbe infatti costretto ripetutamente la donna ad assumere bevande alcooliche, in modo tale da costringerla successivamente a sottomettersi alla sua volontà.

Ma non solo. Il quarantacinquenne ha poi anche obbligato la compagna a prostituirsi.

Era l’uomo stesso a fornire i clienti alla donna. Ed era sempre lui a riscuotere poi il denaro delle prestazioni. Gli episodi si sono verificati in particolar modo a Manfredonia e a Borgo Segezia, in provincia di Foggia.

Le indagini

Le indagini sono partite in seguito ad una segnalazione fatta dall’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma (Ufficio Consolare).

Questa segnalazione è stata fatta con una lettera indirizzata all’autorità di pubblica sicurezza di Manfredonia, in cui è stato riferito di un probabile sequestro di persona della loro cittadina.

Successivamente, la donna è stata trovata in pessime condizioni sempre Manfredonia che girovaga in un evidente stato confusionale. Su parte del corpo aveva ecchimosi varie, provocate dalle percosse subite. I poliziotti hanno subito soccorso la donna, che poi è stata accompagnata al pronto soccorso della città, dove ha raccontato la sua versione dei fatti agli agenti che ne hanno dunque raccolto la testimonianza.

Il giorno seguente dal ritrovamento, infatti, la donna è stata ascoltata con l’aiuto di un interprete e ha raccontato agli inquirenti che ad inizio del 2017 aveva intrapreso una relazione sentimentale con il quarantacinquenne, con il quale conviveva nei pressi di una azienda agricola di Borgo Segezia.

In precedenza, l’uomo era già stato arrestato in quanto accusato di aver accoltellato un’altra persona. Per questo la donna aveva deciso di fare rientro n Polonia. Ma dopo che il compagno è stato scarcerato, lei aveva deciso di tornare nuovamente in Italia per andare a vivere con lui. Questa volta in un casolare abbandonato.

Per farla rientrare in Italia, l’uomo le aveva promesso un lavoro. Ma questo lavoro era appunto quello di prostituirsi facendola bere di continuo, tanto da farla arrivare ad ubriacarsi. Il compagno la teneva soggiogata, con continue ingiurie e minacce: “Tu non torni viva in Polonia. Io ti uccido. Se voglio uccido tua figlia e tua nipote. Tu sei roba mia. Decido io cosa devi fare e deciderò quando potrai tornare a casa. Ti brucerò, tu sei il mio posacenere, le diceva l’uomo.

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