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Virus Nipah: dieci vittime e due nuovi casi di contagio

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I numeri sono stati forniti dalle autorità del Kerala, lo stato indiano dove la malattia sta mietendo più vittime.

Sono morte dieci persone e oltre novanta sono state messe in quarantena, nel sud dell’India, a causa di un virus raro e letale, trasmesso dai pipistrelli della frutta. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito il virus Nipah tra le otto malattie emergenti più pericolose.

Non esiste un vaccino contro la malattia, il cui tasso di mortalità può raggiungere il 70% dei casi contagiati.

La diffusione del virus

L’India è un paese estremamente popoloso e con un alto tasso di concentrazione demografica. Quando i controlli sulla diffusione delle infezioni non sono celeri, i virus possono diffondersi con estrema facilità e velocità. Questo è il timore delle autorità indiane, in particolare, di quello che amministrano la parte meridionale del paese.

Si consideri inoltre che la malattia, almeno nella sua fase iniziale, è difficilmente distinguibile da altre che presentano sintomi simili. Infine, sono pochi i laboratori specializzati che effettuano i test necessari per individuare la presenza del virus Nipah. Nello Stato del Kerala vi sono state dieci vittime; sono stati registrati due nuovi casi di persone infette e più di novanta sono in quarantena. La prima morte è avvenuta venerdì 18 maggio, nel distretto di Kozhikode.

K.J. Reena, responsabile della sorveglianza sanitaria dello Stato del Kerala (dove si sono registrate le prime vittime), aveva dichiarato che “(…) cinque persone sono morte a causa del virus Nipah. Abbiamo rintracciato 94 persone che erano venute a contatto con quelle che sono morte e sono state messe in quarantena come precauzione”.

Le vittime

K.K. Shylaja, Ministro della Sanità dello Stato del Kerala, ha affermato che è stato richiesto l’intervento dello stato centrale per scongiurare il diffondersi della malattia.

Le parole di Shylaja sono state riportate dall’agenzia Ansa. “Su 18 sospetti- ha aggiunto il Ministro durante una conferenza stampa- dodici persone sono risultate positive ai test. Dieci di loro sono morte”. Tra queste, tre vittime appartengono alla stessa famiglia. Pare abbiano contratto il virus mangiando un mango morso da uno, o più pipistrelli. La tana degli animali è stata chiusa e le persone che vivevano in prossimità della zona sono state evacuate, hanno riferito le autorità sanitarie.

Naturalmente la situazione sta creando panico tra la popolazione locale, che si reca presso le strutture ospedaliere anche in casi di semplice indisposizione. La stampa internazionale racconta la storia di una giovane infermiera, Lini di 33 anni, deceduta perché contagiata dal virus Nipah mentre si occupava di uno dei primi pazienti, morto successivamente. I parenti hanno riferito che alcuni autisti, terrorizzati, si sono rifiutati di trasportare il corpo della donna presso il locale forno crematorio.

Il virus e i sintomi

Il virus Nipah fa parte del tipo Henipavirus (RNA a singolo filamento negativo), i cui ospiti naturali sono i pipistrelli della frutta e che possono causare patologie mortali anche ad altri esseri viventi (cani, cavalli, gatti maiali e uomo). L’infezione è stata descritta per la prima volta nel 1999 in Malasya e Singapore. Il contagio può manifestarsi in diversi modi. I sintomi più comuni sono: febbre alta e grave encefalite, sonnolenza, disorientamento, vomito, difficoltà respiratorie e convulsioni. Dopo 24/48 ore si corre il rischio di cadere in coma. Più del 20% di persone che sopravvivono hanno conseguenze neurologiche postume: convulsioni e alterazioni della personalità e dell’umore.

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