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Vladimir Putin, chi sono i suoi fedelissimi alleati: dai politici agli imprenditori

Tutti i fedelissimi di Vladimir Putin: politici, militari, imprenditori ed ex membri del Kgb

Vladimir Putin

Vladimir Putin è una figura politica che da sempre ha fatto discutere. L’invasione dell’Ucraina è stato il colpo di grazia che ha sancito la rottura dei rapporti già altalenanti tra l’immensa Federazione Russa e l’Occidente. Dietro Putin, però, vi è una cerchia ristretta di fedelissimi, che sembrano avere una grossa influenza sul presidente russo.

I fedelissimi di Vladimir Putin

Gli alleati di Putin non sono solo persone legate al mondo della politica, ma anche ex agenti segreti ed imprenditori. I personaggi politici sono diventati ormai noti alla cronaca mondiale, soprattutto dopo l’inizio del conflitto in Ucraina. I nomi più importanti sono: Sergej Lavrov, ministro degli Affari Esteri; Leonid Slutsky, presidente della Commissione Esteri della Duma e Dimitry Peskov, portavoce ufficiale del Cremlino. Insieme ai politici vi sono anche i militari, che svolgono un ruolo importante a livello istituzionale.

Il nome principale è quello di Sergej Shoigu, ministro della Difesa. Anche Valery Gerasimov è un Generale fedelissimo a Putin. Gerasimov si è occupato della campagna in Cecenia, Crimea e Siria.

Imprenditori ed ex membri del Kgb

Spostandoci dal ramo politico a quello economico, si va dagli imprenditori. Qui non si parla solo di oligarchi che sono accostati a Vladimir Putin, ma di veri e propri uomini nell’ombra che, con il loro potere economico influenzano le relazioni politico economiche tra la Russia e gli altri Stati con cui fare affari.

La particolarità di questi imprenditori è che sono quasi tutti ex membri del Kgb, il servizio segreto russo. Le figure di spicco sono: Nikolay Tokarev, vertice della società statale Transnef, che gestisce oltre 70mila chilometri di gasdotti e oleodotti, e dalla quale passa il 90% del petrolio russo; Igor Panarin, consigliere di Putin e responsabile delle trattative economiche Russia-Cina; Sergei Chemezov, ceo di Rostec, una holding fondata da Putin che si occupa del settore difesa ed hi-tech; Yevgeny Prigozhin, fondatore dell’agenzia Wagner e capo dei mercenari di Mosca; e infine Sergei Roldugin, che si occupa di tenere al sicuro i conti di Putin.

L’appello delle élites occidentali

Tutti questi nomi, sconosciuti alla cronaca quotidiana o alle persone comuni, erano però ben noti alle élites occidentali, che non ci hanno pensato più di due volte a fare affari o a farsi immortalare con loro su Yacht di lusso nel benessere dei Paesi europei. Incuriosisce come vi siano ancora rimasugli di Guerra Fredda nel 2022, quando la maggior parte dei magnati russi hanno spostato ingenti quantità di capitale nel tanto contrastato occidente. Lo stesso Vladimir Putin aveva mostrato dal principio un atteggiamento più aperto verso Ovest. Ma purtroppo l’ideologia spesso si antepone al lusso, al benessere e agli agi che le democrazie occidentali possono offrire. Coloro che conoscono bene i fedelissimi di Putin stanno provando a fare leva sui loro sentimenti. In nome di affari e amicizie che vanno avanti da decenni, i partner economici delle élite russe chiedono che questa guerra termini il prima possibile. Bisognerà capire adesso quanta influenza esercitano davvero su Putin i suoi alleati più stretti e se le loro reali intenzioni siano davvero quelle di fermare il conflitto per salvare gli affari e, perché no, magari anche il mondo.  

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