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Von Der Leyen: “Liberalizzazione dei vaccini non risolve il problema”

La presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen ha parlato della liberalizzazione dei brevetti sui vaccini, aprendo al confronto.

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Sulla questione della liberalizzazione dei brevetti dei vaccini è intervenuta la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, auspicando una visione d’intenti per il futuro, e chiedendo una veloce condivisione dei vaccini per debellare il coronavirus.

Von Der Leyen sui vaccini: “I brevetti non sono un problema”

Nella giornata di sabato 7 maggio la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen ha parlato dell’annoso tema della liberalizzazione die brevetti sui vaccini.

Nel suo intervento Von Der Leyen lascia aperta la discussione, ma invita a agire per il bene dell’Europa adesso, con una maggiore condivisione dei vaccini: “Credo che dovremmo essere aperti alla discussione sulla deroga sulla proprietà intellettuale, ma quando usciremo di qui dovremo avere una visione a 360 gradi su questo argomento“.

Von Der Leyen: “Ora i vaccini”

Abbiamo bisogno di vaccini ora. La deroga sulla proprietà intellettuale non risolverà problema. Quello che serve è una condivisione dei vaccini, l’export di dosi e investimenti per accrescere la capacità produttiva“. Questo è il parere della Von Der Leyen, che aggiunge qualche dato a suppirto della sua tesi: “L’Unione europea è l’unica regione democratica del mondo che esporta su larga scala. Circa il 50 percento di quanto viene prodotto in Europa viene esportato verso circa 90 Paesi, incluso Covax.

Sono circa 200 milioni di dosi che sono state esportate e circa 200 milioni di dosi distribuite agli europei. Invitiamo tutti quanti si impegnano nel dibattito della deroga temporanea dei brevetti di unirsi a noi a impegnarsi ad esportare una larga parte di quanto producono”.

Von Der Leyen: Aspettiamo mossa Usa per i vaccini”

Secondo fonti della Commissione Europea pare si stia aspettando la prossima mossa degli USA sui brevetti dei vaccinii, per non dover negoziare su tre fronti e conoscere meglio i dettaggli per future collaborazioni.

Sempre secondo le fonti interne, i Paesi più abbienti dovrebbero rendere accessibili i risultati delle ricerche e spingere le case farmaceutiche ad accordi volontari, per il bene dell’Europa e del mondo: “I Paesi che hanno le materie prime e i componenti per produrre vaccini dovrebbero rinunciare alle restrizioni alle esportazioni”, così ancora la fonte, ricordando anche l’importanza di rendere accessibili i risultati della ricerca e di spingere le case farmaceutiche a fare accordi volontari per il trasferimento di tecnologie, come in Europa tra Sanofi e Pfizer e in India tra AstraZeneca e Serum Institute”.

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