Voto di scambio: arrestati due esponenti della Lega
Voto di scambio: arrestati due esponenti della Lega
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Voto di scambio: arrestati due esponenti della Lega

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Arrestati per voto di scambio i fratelli Caputo, esponenti della Lega in Sicilia accusati della compravendita di voti in cambio di posti di lavoro.

L’ex parlamentare regionale Salvatore Caputo e suo fratello Mario Caputo, entrambi esponenti della Lega, sono stati arrestati con l’accusa di voto di scambio. I carabinieri hanno messo in manette anche Benito Vercio, di 62 anni, per essere stato identificato come il “procacciatore di voti nel termitano”.

Arrestati per voto di scambio

Il Gip di Termini Imerese ha disposto l’ordinanza di custodia cautelare, su richiesta della Procura, per Salvatore e Mario Caputo, due esponenti della Lega in Sicilia. I due sono stati arrestati il 4 aprile 2018. Il primo, avvocato penalista, è stato parlamentare regionale per quattro legislature, prima per An, poi per Forza Italia, poi ancora per il Pdl, due volte sindaco di Monreale e, infine, commissario straordinario per i comuni della provincia di Palermo del movimento “Noi per Salvini” nel corso delle elezioni amministrative della primavera 2017. Non è la prima volta che Salvatore, detto “Salvino”, Caputo deve sbrigarsela con la Legge. Nel giugno 2013, infatti, colpito dalla legge Severino, era decaduto da parlamentare regionale in seguito a una condanna per tentato abuso d’ufficio.

In quanto sindaco, avrebbe cercato di cancellare alcune multe attribuite dai vigili urbani all’allora arcivescovo Salvatore Cassisa e ad alcuni assessori. Nonostante il tentato ricorso, la sentenza aveva stabilito un anno e cinque mesi di reclusione.

Mario Caputo, invece, è stato un candidato per la Lega in occasione delle elezioni all’Ars.

I fratelli sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di voto di scambio. Ai due sono stati contestati dodici episodi di compravendita di preferenze in cambio di promesse di posti di lavoro.

E’ stato arrestato anche Benito Vercio, 62enne implicato nel reato come “procacciatore di voti nel termitano”. Così è stato indicato dagli inquirenti.

I commenti della Lega

Dalla Lega arrivano i primi commenti. Giancarlo Giorgetti, capogruppo della Lega alla Camera, si è detto deluso e amareggiato per l’accaduto. “Sono errori di cui far tesoro per non ripeterli in futuro” ha riferito alla stampa, ipotizzando però che oltre ai fratelli Caputo ci siano in Sicilia altri sospettati per il reato di voto di scambio.

Il capogruppo della Lega ha ammesso che probabilmente concentrare al Sud così tanti esponenti della vecchia politica locale è stato un errore, ma ha sottolineato che fare di tutta l’erba un fascio è un’assurdità. “La Lega che compra voti in Sicilia mi sembra una ricostruzione fantasiosa”.

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