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Vulcano Canarie, l’attività eruttiva si intensifica e la lava cambia l’isola: ora è più alta di 50 metri

L'isola di La Palma, interessata dall'intensa attività eruttiva del vulcano Cumbre Vieja, cambia la sua mappa: ora è più alta di 50 metri.

vulcano Canarie

Ancora disagi e isolamento a La Palma, isola delle Canarie che da 15 giorni è interessata dall’intensa ettività eruttiva del vulcano Cumbre Vieja, il quale sta intensificando la sua attività e mutando il territorio dell’isola. 

Vulcano Canarie, cambia la mappa dell’isola

L’Istituto geologico e minerario della Spagna ha condiviso la registrazione di un drone che mostra la colata lavica ormai arrivata nell’oceano.

Il magma sta alterando la mappa dell’isola. Le immagini riprese giovedì 30 settembre mostrano il territorio cresciuto di circa 450 metri dalla costa e di circa 600/800 metri lateralmente.

Il nuovo delta ha già una superficie di quasi 20 ettari. Secondo le prime stime, la profondità raggiunta dalla lava riversata in mare si attesta intorno ai 24 metri, mentre sulla terra ha raggiunto i 50 metri di altezza e i 320 di larghezza.

Il gruppo di geoscienze marine dell’Istituto spagnolo di oceanografia segue in diretta l’attività eruttiva del vulcano di La Palma e spiega che “si sta generando un imponente deposito di oltre 50 metri di altezza”, destinato a crescere ulteriormente.

Vulcano Canarie, si intensifica l’attività eruttiva

Si intensifica ulteriormente l’attività del vulcano Cumbre Vieja. Dal cratere principale continua a eruttare una gigantesca fontana di lava, alla quale si aggiungono colonne di gas incandescente e cenere fino a 6.000 metri di altitudine.

Nelle ultime ore si sono attivate altre due nuove bocche di emissione di magma a poche decine di metri l’una dall’altra e situate su un fianco del cono vulcanico.

Vulcano Canarie, i danni sull’isola

Sono 83.000 gli abitanti di La Palma. Almeno 6.000 quelli che hanno dovuto lasciare la propria casa.

Circa 600 le abitazioni distrutte in seguito all’eruzione del vulcano. La lava ha divorato decine di ettari di coltivazioni, distruggendo anche strade, sistemi di irrigazione e altre infrastrutture.

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