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Vuole sposare la fidanzata: il padre gli cava gli occhi

In Pakistan un uomo ha cavato gli occhi al figlio perché questi aveva scelto da sé una fidanzata, indipendentemente dalle imposizioni familiari.

Ingresso dell'ospedale

Orrore in Pakistan, dove un padre ha cavato gli occhi al figlio con un cucchiaio, perché il ragazzo aveva una fidanzata non scelta dalla famiglia. Quest’ultimo aveva annunciato ai genitori di essere andato a chiedere la mano della giovane, scatenando la furia del genitore (che tra l’altro non approvava che lei avesse un cellulare). Implicati nell’aggressione anche i fratelli della vittima, alla quale sono state tagliate persino le vene con un coltello. La madre era stata chiusa in un’altra stanza, perché non potesse intervenire in suo aiuto. Il malcapitato è sopravvissuto e ricoverato in ospedale.

Il racconto della vittima

Il ragazzo accecato si chiama Abdul Baqi e ha 22 anni. Vive nel villaggio di Nasirabad, nella provincia del Balochistan, la più grande del Pakistan.

Il giovane ha raccontato che suo padre, Dost Muhammad, 70 anni, e quattro dei suoi fratelli, l’avevano aggredito tre ore dopo che lui era andato a fare la proposta di matrimonio all’amata. Portatolo in una stanza e legatolo a un letto, il padre l’aveva accecato con il manico del cucchiaio. A nulla erano servite le suppliche di Abdul.

A tortura finita, ha chiesto a suoi aguzzini di ucciderlo, ma questi hanno risposto di volerlo tenere in vita, perché fosse un esempio per gli altri ragazzi del villaggio.

Cucchiaio

I soccorsi

Abdul è stato soccorso da altri suoi fratelli, che dopo essere stati informati da alcuni vicini di quanto era accaduto, l’hanno portato di corsa in un ospedale governativo di Quetta. Immediatamente il paziente è stato trasferito in una struttura sanitaria di Karachi, il Jinnah Post Graduate Medical Center. Arrestati il padre e due dei fratelli che hanno aggredito il ragazzo, mentre altri due si sono dati alla fuga e le autorità li stanno cercando.

La vicenda di Sana

Intanto non ci sono più dubbi sul fatto che sia stata strangolata Sana Cheema, la 25enne italiana di origine pakistana rea di voler sposare un ragazzo scelto da lei, anziché un cugino deciso dalla famiglia. Il padre ha confessato di averla uccisa, cercando di scagionare gli altri parenti accusati essere coinvolti nel delitto.

Ora l’innamorato di Sana sarà costretto a sposare una cugina, con cui ha dovuto fidanzarsi in Pakistan, dopo che i genitori si erano opposti alla relazione con la giovane assassinata.

Queste vicende ci ricordano dolorosamente che non soltanto le donne, ma anche gli uomini, in certi contesti culturali, magari in cui domina la religione islamica, sono tenuti a sottostare alle imposizioni dei genitori persino per quanto riguarda la persona con cui devono passare la vita.

Sana Cheema


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