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Vuoto a rendere per le bottiglie di acqua e birra. Un anno di sperimentazione

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Il governo ha approvato un anno di sperimentazione di vuoto a rendere: si potranno restituire le bottiglie ai negozianti e ricevere una cauzione.

Il vuoto a rendere

L’aumento della produzione di rifiuti è uno dei problemi basilari per l’ecologia. Con l’acquisto maggiore di prodotti, anche alimentari, ne deriva una produzione aumentata anche di rifiuti, che non sempre vengono raccolti e smaltiti correttamente. Per far sì che uno stesso contenitore venga utilizzato più volte il governo italiano ha deciso di fare un esperimento: per un anno sarà possibile effettuare di nuovo il vuoto a rendere. Ciò vuol dire che, acquistata una bottiglia o una lattina che conteneva acqua o birra sarà possibile, invece di gettarla, restituirla al venditore. Visto che saremo in un periodo di prova, che durerà circa un anno, il vuoto a rendere si potrà fare solo nei ristoranti e nei bar che porteranno all’ingresso il simbolo adeguato. A chiunque restituirà il vuoto usato il negoziante pagherà una piccola cifra di cauzione.

I dettagli

L’operazione parte dal 10 ottobre e riguarda contenitori di plastica e altri materiali resistenti (vetro, alluminio ecc.).

La cauzione che il negoziante dovrà dare a chi restituisce il vuoto a rendere sarà proporzionata al vuoto che viene restituito: 5 centesimi per le lattine da 200 ml e 30 centesimi per le bottiglie da un litro e mezzo. I contenitori che si possono restituire, infatti, vanno da una capienza minima di 200 ml a una massima di 1,5 l. Per il consumatore che acquisterà i prodotti non ci sarà nessun aumento di prezzo. Al contrario, si prevede che un’applicazione costante del vuoto a rendere potrebbe abbassare i prezzi dei prodotti o addirittura i negozi potranno creare un sistema di bonus e di sconti per chi restituisce il vuoto a rendere. Con la pratica del vuoto a rendere si risparmia il 60% di energia, perché invece di creare un nuovo contenitore verrà sterilizzato e riutilizzato quello già fatto. Un sistema simile esiste già in Germania, dove è possibile restituire ai negozianti le bottigliette di plastica e riceverne in cambio qualche centesimo.

La sperimentazione

Il progetto è stato approvato dal Ministero dell’Ambiente e sempre dal Ministero è stata diffusa la notizia dell’inizio dell’operazione. Il regolamento è stato varato, come si può leggere anche nella Gazzetta Ufficiale del 25 settembre, e attua le misure del “Collegato Ambientale”, approvato nel 2015. Il progetto entusiasma davvero molti, perché fa felici gli ambientalisti e i commercianti. Il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ne parla in maniera entusiasta:Un Paese proiettato nell’economia circolare come l’Italia non può che guardare con interesse a una pratica come il vuoto a rendere, già diffusa con successo in altri Paesi. Questo decreto dà una possibilità a consumatori e imprese di scoprire una buona pratica che aiuta l’ambiente, produce meno rifiuti e fa risparmiare soldi.” Anche Stefano Vignaroli, del Movimento 5 Stelle, esprime la sua gioia per un progetto che ha sempre sostenuto: “Finalmente, dopo tre anni, diventa realtà.” Non ci resta che iniziare la sperimentazione e vedere quanto si rivelerà efficace.

(Non sempre la politica si dimostra disponibile e trasparente: “Corruzione in Lombardia, sindaco di Seregno: “Presto chiarirò tutto”“)


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