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Wall Street di nuovo in rosso, pesa rialzo dollaro

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Sono tornate le vendite ieri a Wall Street che ha dovuto fare i conti con l’ennesima accelerazione rialzista del dollaro. In chiaroscuro i dati giunti dal fronte macroeconomico: se infatti i nuovi canteri edili in aprile sono aumentati del 5,8% a 672.000 unità, oltre le previsioni degli analisti che si attendevano un incremento più contenuto, a 650.000 unità, ha deluso l’aggiornamento relativo alle licenze di costruzione che nello stesso periodo sono diminuite dell’11,5% a 606.000 unità (consensus fissato a 680.000).

Contrastanti anche i dati sui prezzi alla produzione che sempre in aprile sono scesi dello 0,1% su base mensile, deludendo il mercato che si attendeva un incremento dello 0,1% (il dato ‘core’ ha evidenziato un aumento dello 0,2 %, superiore a quello dello 0,1% del consensus).

Dopo aver tentato di mantenersi sopra la parità, i listini hanno ceduto definitivamente in corrispondenza con l’apprezzamento del dollaro, sulla scia della decisione in Germania di vietare la vendita allo scoperto sui bond governativi e sui relativi credit default swap. Gli indici hanno così accelerato al ribasso, terminando le contrattazioni in prossimità dei minimi di seduta: il Dow Jones ha ceduto l’1,08%, l’S&P 500 l’1,42% mentre il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno l’1,57%. Maglia nera sul Dow Jones ad American Express (-3,35%), penalizzato dalla proposta da parte di un Senatore del Partito Democratico di introdurre un tetto ai tassi d’interesse sulle carte di credito. Sul settore finanziario hanno peraltro pesato le attese relative all’imminente approvazione della riforma del sistema di regolamentazione del settore (quella del Senato dovrebbe giungere in settimana, dopodichè il testo dovrà essere armonizzato con quello già approvato dalla Camera).

Attesa inoltre la presentazione di nuove regole per frenare l’attività di trading nel caso di crolli verticali come quello che si è verificato il 6 maggio.

Bank of America ha ceduto il 2,45% mentre Jp Morgan ha lasciato sul terreno il 2,06%. Male anche Boeing (-2,81%), Intel (-2,68%) e Home Depot (-2,42%), quest’ultimo nonostante i risultati trimestrali si siano rivelati migliori delle previsioni sia relativamente ad utili che fatturato e la società abbia alzato le stime per l’intero esercizio. In discesa Alcoa (-2,31%), sulla scia della flessione dei prezzi delle materie prime, ma anche Cisco Systems (-2,04%), General Electric (-1,88%) e Kraft Foods (-1,70%), quest’ultimo penalizzato dalla notizia che Berkshire Hathaway, la holding del finanziere Warren Buffett, ha ridotto fortemente la sua partecipazione nel gruppo lo scorso trimestre. In controtendenza Wal-Mart (+1,85%) che ha beneficiato dei conti trimestrali migliori delle attese: i ricavi del colosso del la ditribuzione sono aumentati del 6% a 99,85 miliardi di dollari rispetto ai 98,45 miliardi del consensus, mentre l’utile netto è salito del 10% a 3,32 miliardi di dollari e il risultato per azione si è attestato a 88 centesimi di dollaro, a fronte degli 85 centesimi previsti dagli analisti.

Tra i titoli tecnologici in calo Advanced Micro Devices (-4,86%) ma anche Netflix (-4,08%), Texas Instruments (-3,46%) e Nvidia (-3,31%).

Vendite inoltre su Brocade (-3,14%), Marvell (-3,01%) e Ciena (-2,99%). Male anche Hewlett-Packard (-1,54%) in attesa dei risultati trimestrali, resi noti dopo la chiusura. In deciso progresso invece Sprint Nextel (+4,57%), tra i pochi titoli positivi.


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