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Wikipedia: la versione italiana rischia di chiudere

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Wikipedia è a rischio di chiusura: nelle prossime ore le sue pagine potrebbero essere definitivamente cancellate.
Quello che ne mette a rischio l’esistenza è il Disegno di legge sulle intercettazioni: più specificatamente, il comma 29 che recita: “Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.”

Il fatto che sconvolge di più è che la valutazione della “lesività” di ipotetici contenuti scomodi, non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog (anche qui, su quotidianoroma.it), su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto di chiedere l’introduzione di una “rettifica”, anche a dispetto delle fonti presentate.
Il DDL Intercettazioni non è un cattivo disegno di legge: l’abbiamo già analizzato.

Ma a questo punto non possiamo esimerci dal chiedere al parlamento un passo indietro su tutto l’impianto, altrimenti si metterebbe a repentaglio l’idea stessa di libertà d’espressione.

Chiudiamo ricordando l’art. 21 della costituzione italiana sulla libertà di parola:
“Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’Autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’Autorità giudiziaria.
Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume.

La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.”


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