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WWF contro il traffico illegale di specie selvatiche

Progetto TRAFFIC (Trade Records Analysis of Flora and Fauna in Commerce) è un programma che è stato attutato per la prima volta nel 1976, con il contributo del WWF e dell’Unione Mondiale per la Conservazione (IUCN), per combattere contro il traffico illegale di specie selvatiche, in particolar modo rare, che rappresenta uno dei principali motivi di perdita di biodiversità e di estinzione di numerose specie. In Italia, l’ufficio del TRAFFIC Europe è stato creato nel 1986 ed è gestito dal WWF Italia, costituendo un’importantissima fonte di dati continuamente aggiornati sullo stato del traffico illegale internazionale di animali e vegetali.

Il commercio illegale di specie animali e vegetali è una realtà diffusa in diverse parti del mondo e viene effettuata per la produzione di determinati prodotti commerciali (medicine, cibo, arredamento, abbigliamento, animali da compagnia, piante ornamentali e manufatti) destinati ad essere venduti nel mercato internazionale.

Per avere un esempio concreto di quanto sia grande il problema basti pensare che, per quanto riguarda il commercio e il traffico illegale di tigri, tra il 2000-2010 in ben 12 paesi del mondo sono stati uccisi e letteralmente “fatti a pezzi” circa 1.100 esemplari, con l’obiettivo di utilizzare ogni minima parte del loro corpo per la realizzazione di prodotti destinati ad usi diversi.

Secondo un recente Rapporto del Corpo Forestale dello Stato, nell’ultimo anno il traffico illegale di specie animali in Italia è aumentato del 90%, con un sequestro totale di animali e piante che solo nel 2010 ammontava a circa 3 milioni di euro, per un giro d’affari che a livello internazionale supera i 200 miliardi di dollari.

Porre fine a questa situazione è possibile e in questa direzione si sta muovendo il WWF, che ogni giorno combatte per fare in modo che il commercio illegale di specie animali e vegetali possa essere interrotto una volta per tutte, prendendosi cura di tutti gli animali sottratti ai trafficanti grazie ai 13 Centri di Recupero per Animali Selvatici sparsi in tutta Italia e gestiti in modo tale da farli funzionare come dei veri e propri Pronto Soccorso, con lo scopo di curare tutti gli animali provenienti da situazioni critiche e di farli ritornare nel loro habitat naturale.

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