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Yara Gambirasio, la Corte respinge la richiesta di Bossetti di accedere ai reperti del processo

La Corte respinge la richiesta di Bossetti di accedere ai reperti del processo: fra essi la traccia 31 G20 con il dna trovato sui leggins di Yara

Yara gambirasio e Massimo Bossetti

Delitto di Yara Gambirasio, la Corte di Assise di Bergamo respinge la richiesta dei legali di Massimo Bossetti di accedere ai reperti del processo che lo ha visto condannato all’ergastolo come omicida della 13enne uccisa il 26 novembre 2010. In punto di diritto è una questione più di sostanza che di forma, visto che di fatto il no delle toghe pregiudica la possibilità per l’ex muratore di Mapello di puntare ad una revisione del processo.

Revisione che, norma alla mano, secondo la procedura italiana è possibile solo quando nuove prove decisive dovessero essere ammesse a carico o a discarico dell’imputato. Il condannato solo pochi giorni fa si era detto fiducioso dell’esito di quella istanza, ora però è arrivata la doccia fredda.

La Corte respinge la richiesta di Bossetti di accedere ai reperti del processo fra cui la “prova regina”

E i giudici bergamaschi hanno rigettato l’istanza non solo in quanto a disponibilità materiale, ma anche in termini di semplice ricognizione.

In buona sostanza è stata accolta l’opposizione a quella richiesta che era stata depositata dalla Procura che aveva visto la sua tesi prevalere e che aveva spuntato la condanna per Bossetti. Non è una buona notizia per Claudio Salvagni e Paolo Camopirini, legali del condannato, è la peggiore delle notizie per il condannato stesso. Ma quali erano le prove che avrebbero potuto rimettere in discussione un processo già definito? I dvd con il book fotografico del Ris e le caratterizzazioni dei profili genetici del Dna erseguiti dalla scientifica dell’Arma e dalla Pg. 

La Corte respinge la richiesta di Bossetti di accedere ai reperti del processo dopo il si della Cassazione

Lo scorso 20 gennaio la Cassazione aveva decretato e motivato la congruità delle due istanze dei legali di Bossetti  ad accedere a quelle prove ed aveva rimandato il tutto alla Corte di Assise, con un sollecito di fissazione. Attenzione, gli ermellini della “Suprema” non si pronunciano nel merito, ma solo su questioni procedurali; quindi i giudici di Cassazione hanno detto che la richiesta era formalmente presentabile, non che andasse accolta. Ma su cosa ruota, anzi, ruotava l’importanza di quelle nuove prove? Sul fatto che la traccia 31 G20 trovata sui leggins di Yara, una sorta di “prova regina” e che conteneva il dna di Bossetti, era traccia flebile perché figlia di prove effettuate a ripetizione, fino all’esaurimento del suo valore inoppugnabile. Insomma, quel dna era stato repertato tante di quelle volte che attribuirne l’origine e fondarci sopra una sentenza era irrituale. Questo accadeva il 19 maggio. 

La Corte respinge la richiesta di Bossetti di accedere ai reperti del processo e manda a Venezia gli atti del match procura-difese

Tuttavia in aula le richieste del procuratore Antonio Chiappani hanno spinto i giudici a rigettare le richieste. Il requirente aveva anche sollecitato la trasmissione degli atti alla Procura di Venezia per le “opportune valutazioni”. Perché? Perché proprio il 19 maggio, c’era stato una sorta di “match” fra accusa e difese, con tanto di esposti e segnalazioni di presunte scorrettezze. Quindi i magistrati veneziani, competenti competenti a indagare sui colleghi del distretto di Corte d’appello di Brescia, dovranno decidere se aprire un fascicolo interno, accessorio alla tortuosa vicenda. 

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