Kiev, 21 ott. (askanews) – A quasi cinque anni dall’inizio del conflitto in Ucraina, scortare i bambini nei rifugi della scuola è diventata una triste routine, racconta alla France presse Valentyna Kurinna, direttrice della primaria Umka di Kiev.Alle finestre non ci sono più i vetri, i danni all’esterno sono evidenti, pochi giorni fa un attacco russo ha colpito il parco giochi della scuola.”Abbiamo ripulito i resti di quel drone – racconta – tutto ciò che è bruciato, ovviamente, è stato portato via; c’erano attrezzature qui nel parco giochi per bambini – è bruciato tutto”.Gli allarmi sono continui, anche se il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato i recenti mancati avvertimenti, in particolar modo da parte degli Stati Uniti, che hanno poi portato a far aumentare le vittime civili dei raid russi.”Queste sirene antiaeree sistematiche e il dover rimanere nei rifugi sono, ovviamente, cose molto, molto estenuanti”…
afferma mentre arriva un nuovo allarme. “Sirena antiaerea: tutti nel rifugio, tutti al rifugio velocemente, veloci…””Io dico agli insegnanti che non dobbiamo far capire che abbiamo paura. Dobbiamo sorridere, abbracciare i bambini e rassicurarli. E solo dopo, se ne avremo la possibilità, gli insegnanti avranno mezz’ora per prendere una tazza di tè e ricaricarsi: è importante evitare che si esauriscano”, racconta.La solidarietà e il restare uniti è l’unica arma contro la paura, raccontano anche i bambini, come Varvara, 11 anni.”Ci dirigiamo tutti insieme verso il rifugio, in gruppo.
A volte non capisco perché andiamo in gruppo, anche se dobbiamo correre il più velocemente possibile”. “Ci sosteniamo a vicenda”, dice, “possiamo abbracciarci quando abbiamo paura”.