E’ addio dopo 44 anni: Diego Spagnoli lascia Vasco Rossi, non sarà più dunque il suo direttore di palco dei concerti. Spagnoli, quindi, non parteciperà al Giubileo del 2027. Ma ecco tutti i dettagli.
Diego Spagnoli lascia Vasco Rossi dopo 44 anni: non sarà più il suo direttore di palco dei concerti
Il prossimo anno Vasco Rossi celebrerà i 50 anni di carriera ma, al suo fianco, non ci sarà lo storico stage manager, ovvero Diego Spagnoli che, dopo 44 anni di collaborazione, ha deciso di lasciare il rocker. Spagnoli, dunque, non sarà presente al Giubileo del 2027. Il manager era solito presentare la band alla fine di ogni leben, trasformando quel momento in uno spettacolo nello spettacolo.
La scelta di andarsene è stata presa dallo stesso Diego Spagnoli, come scritto da lui stesso sui social: “Avrei voluto salutarvi in altro modo , ma siccome non sono un UFO mi tocca farmi vivo adesso. Innanzitutto sia ben chiaro che non c’è nessun’altro all’infuori di me che abbia deciso di non partecipare al prossimo evento previsto a Roma nel 2027.
Come ho già ribadito non cercate la colpa negli altri . Nessun Direttore artistico o Vertice ha deciso la mia rinuncia Auguro a tutti voi , al di qua e al di la delle transenne uno splendido evento, che tutto vada per il meglio anche senza di me , mi fido di voi e penso che ho molto imparato dalla vita che con sacrificio ho condiviso su quel palco e forse qualcosa vi ho insegnato anche io …” Il motivo per cui ha deciso di lasciare non è chiaro: “Non ve lo dirò mai perché ho fatto questa scelta, è una cosa mia assolutamente personale”. Poi chiude con un pò di polemica: “Quando c’è un Giubileo, io vado a San Pietro, Vaticano …. Che non è Roma.”
Davide Spagnoli lascia Vasco Rossi: la reazione del rocker
La conferma dell’addio di Davide Spagnoli arriva anche da Vasco Rossi, che in una storia su Instagram ha condiviso la riposta del suo staff a coloro che gli chiedevano della fine della collaborazione: “Diego, di sua iniziativa, si è dimesso dal ruolo che ha occupato per tutti questi anni; nostro malgrado ne dobbiamo prendere atto. Come successo per tante altre occasioni: “siamo noi, siamo noi… che dovremmo andare avanti.”
