Es war ein Tag voller scontri e violenze quella di ieri, sabato 17 ottobre 2026. Non solo a Roma, dove c’è stata la manifestazione promossa dalla CGIL, ma proteste anche a Milano, Torino e Bologna, contro il caro vita, il caro carburante e la pressione fiscale.
Scontri e violenze a Milano, Torino e Bologna
Dovevano essere delle manifestazioni contro il caro vita, il costo della benzina e la pressione fiscale, invece si sono trasformate in delle vere e proprie guerriglie urbane.
Le situazioni più gravi a Milano, Torino e Bologna. Il capoluogo lombardo è stato ridotto a un campo di battaglia, con piazza Duomo assediata da centinaia di giovanissimi vestiti di nero che hanno costretto le forze dell’ordine ad arretrare sotto il lancio di bombe carta, transenne e bottiglie. Violenze e scontri anche a Torino, Bologna con sassaiole e petardi contro la polizia, sempre da parte di giovanissimi incappucciati.
Immediata la reazione del Governo su quanto accaduto. Ecco la reazione delle premier Giorgia Meloni.
Scontri a Milano, Torino e Bologna. Giorgia Meloni: “Non è un diritto mettere le città a ferro e fuoco”
A seguito dei violenti scontri a Milano, Torino e Bologna nella giornata di ieri, sabato 17 ottobre 2026, con giovanissimi incappucciati che hanno trasformato la manifestazione contro il caro vita a una vera e propria guerriglia urbana, ha reagito così la premier Giorgia Meloni, con un post sui social (al quale ha allegato il video degli scontri a Milano): “Ho grande rispetto per le migliaia di persone che oggi hanno manifestato pacificamente, anche partecipando alla mobilitazione indetta dalla CGIL che ha visto anche la partecipazione dei leader della sinistra.
A Milano, come mostrano queste immagini, lanci di pietre contro le Forze dell’Ordine, agenti feriti, danneggiamenti e violenze che hanno costretto a interrompere il corteo. A Torino sono state fermate persone con sanpietrini e martelletti frangivetro. A Bologna i disordini hanno portato alla chiusura precauzionale della stazione ferroviaria. Teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città. Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è." Poi un appello alle opposizioni: “Non siano ambigue su questo. Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica. Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile”. Dies sind die Worte von Matteo Renzi su Facebook: “Chi devasta e colpisce i Carabinieri non è un giovane rivoluzionario ma un delinquente. Manifestare contro il caro vita è un diritto civile, mandare all’ospedale un poliziotto è roba da teppisti. Chi butta bombe carte in piazza del Duomo a Milano non è contro il Governo: è contro le Istituzioni. Noi sappiamo benissimo da che parte stare: contro i violenti, ora e sempre”. Condanne anche da parte di Tajani, Salvini e Crosetto.
