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External report pushes for reorganization of the EU Commission

External report pushes for reorganization of the EU Commission

Un rapporto guidato da Catherine Day propone nove raccomandazioni per rendere la Commissione Ue più agile; le decisioni finali spettano a Piotr Serafin e alla presidente Ursula von der Leyen.

A Brussels è stato formalmente consegnato il rapporto di un gruppo di esperti esterni che apre una nuova fase nella revisione amministrativa della European Commission. L’evento ha segnato il passaggio dalla prima fase di consultazione interna alla fase in cui le proposte esterne verranno integrate nel processo decisionale, con l’obiettivo di rendere il servizio civile comunitario più efficiente e moderno.

Lavori interni plurimi avevano già alimentato il dibattito: quindici workstream interni e migliaia di contributi del personale avevano tracciato problemi e idee. La presidente Ursula von der Leyen ha sottolineato la necessità di intervenire rapidamente per semplificare procedure e chiarire responsabilità, ricordando che è fondamentale «We need to be able to act effectively and to act quickly» per far funzionare meglio la macchina amministrativa.

Consegna del rapporto e figure coinvolte a Brussels

La relazione è stata redatta da un gruppo ad alto livello presieduto da Catherine Day e composto da altri nine esperti con esperienze in amministrazioni nazionali e organizzazioni internazionali. Il documento propone nine raccomandazioni interconnesse pensate per aumentare l’agilità e la capacità di adattamento della Commissione.

Ruolo politico e tecnico della consegna

La consegna non costituisce una decisione immediata di ristrutturazione: il compito di trasformare questi suggerimenti in proposte operative è affidato al Commissario per il Bilancio e la Pubblica Amministrazione, Peter Serafin. Serafin coordinerà la fase successiva e dovrà presentare raccomandazioni finali alla presidente entro la fine del 2026. Al momento la consegna offre un input strategico che arricchisce la discussione in corso.

Contenuti principali del rapporto e change management

Fra le indicazioni più sostanziali figurano la proposta di spostare l’istituzione da una logica di silos a una di portafogli trasversali, incentivando la collaborazione tra le diverse directorates-general. L’idea è che la Commissione lavori con strutture più orizzontali per migliorare la cooperazione e concentrare risorse sulle priorità strategiche.

Il documento suggerisce inoltre di rafforzare il Secretariat-General come centro strategico capace di orientare le riforme e monitorare i risultati. Tra le raccomandazioni c’è anche un approccio umano all’intelligenza artificiale per digitalizzare e snellire processi amministrativi, con l’obiettivo di modernizzare strumenti e metodi di lavoro.

Il valore delle proposte interne già emerse

Un processo interno aveva già prodotto una prima serie di raccomandazioni a luglio: quelle proposte servivano ad avviare la discussione e non erano destinate a rappresentare decisioni finali. In questo contesto, il rapporto esterno funge da catalizzatore, confermando che all’interno della Commissione esiste «a broad coalition for change right across the Commission», come ha evidenziato Catherine Day durante la presentazione.

Dipartimenti sotto osservazione e impatto sui fondi Ue

La revisione tocca questioni sensibili perché potrebbe incidere sulla distribuzione delle competenze tra le Direzioni che gestiscono i grandi stanziamenti europei. Tra i dipartimenti menzionati come potenzialmente interessati da cambiamenti strutturali ci sono il DG REGIO, responsabile della politica di coesione che rappresenta almost a third della spesa Ue, il DG AGRI che gestisce la Politica Agricola Comune, il DG EMPL per le politiche di occupazione e sociale, il DG MARE per la pesca e il DG RTD per ricerca e innovazione.

Qualsiasi rifocalizzazione delle responsabilità fra queste strutture è politicamente sensibile: si tratta di direttorati che amministrano risorse ingenti e programmi fondamentali per gli Stati membri. Per questo motivo Serafin ha indicato che le riforme strutturali saranno strettamente collegate ai negoziati sul prossimo quadro finanziario pluriennale, che definirà l’assetto della spesa Ue per il periodo successivo.

Il rapporto rappresenta un passo concreto verso una trasformazione che potrebbe richiedere tempi lunghi per essere attuata: la fase tecnica è iniziata, ma i nodi decisionali, legati a bilancio e alle preferenze politiche dei commissari e degli Stati membri, restano da sciogliere. Come ha sintetizzato Piotr Serafin al momento della consegna, l’assessment esterno unito al contributo del personale dà un «mandato to go for far reaching changes» per procedere con ambizione.

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