Immaginatevi di rientrare a casa, prendere il sacchetto di arachidi appena comprato e trovarvi dentro un topo. E’ quello che è successo a una cliente Lidl di Frosinone, la quale avrebbe appunto notato (senza aprire la confezione) la presenza del roditore tra la frutta secca. In seguito alla denuncia è arrivata la riposta della Lidl, con la confezione che intanto è già stata consegnata al servizio di igiene degli alimenti dell’Asl per gli accertamenti del caso.
Lidl, segnalazione choc di una cliente: “C’è un topo nel sacchetto delle arachidi”
“Sono qui a segnalarvi un fatto molto spiacevole verificatosi in una confezione di frutta secca e più precisamente in una confezione di Arachidi in guscio tostati 750g a marchio Alesto, n. lotto: GD0717 confezionate da Madi Ventura s.p.a., acquistate ieri in un punto vendita LIDL di Frosinone.
È vergognoso ritrovare un “RATTO” in una confezione alimentare e mi chiedo se qualora avessi aperto la confezione senza accorgermene e avessi mangiato un’arachide contaminata da un ratto cosa poteva succedere alla mia salute!” Questa la lettera di una cliente Lidl di Frosinone, che troviamo su Ilfattoalimentare, dopo aver notato la presenza di un ratto nella confezione di arachidi, confezione ch è già stata consegnata al servizio igiene degli alimenti dell’Asl per gli accertamenti del caso.
Ciò che è accaduto ha giustamente sollevato dubbi sulla sicurezza feed. Intanto è arrivata la riposta da parte di Lidl.
Un topo nel sacchetto di arachidi: la riposta di Lidl
Come si legge sempre su Ilfattoalimentare, Lidl ha avviato, assieme al fornitore, le verifiche interne al fine di capire come sia potuto accadere che ci fosse un topo nel sacchetto di arachidi. Ma ecco la riposta della Lidl: “La ringraziamo per la segnalazione e per l’opportunità di riscontro. La informiamo che il nostro Servizio Assistenza Clienti ha già preso contatti diretti con la consumatrice per raccogliere tutti i dettagli utili, ricostruire la dinamica dell’accaduto e fornirle il necessario supporto. A seguito delle tempestive verifiche interne condotte congiuntamente al fornitore, i cui stabilimenti di produzione sono dotati dei più elevati standard tecnologici di selezione, controllo qualità e prevenzione, è emerso che si tratta con ogni probabilità di un evento del tutto isolato se ancora in fase di accertamento. Sulla base degli elementi ad oggi disponibili, il fornitore non esclude che possa essersi trattato di un’anomalia accidentale riconducibile a fattori esterni, intervenuti successivamente alla fase di confezionamento. Continuiamo a rimanere a stretto contatto e collaborazione con il fornitore e con le Autorità Sanitarie competenti per svolgere tutti i necessari approfondimenti.”
