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Margherita Ferrari: "Foa" reveals the emotional legacy of the Genoa G8

Roma, 16 ott. (askanews) – Il G8 di Genova fuori, la vita dentro: le violenze, le sirene, le cariche della polizia si sentono dall’appartamento di Nicole, 18 anni, incinta, che apre la porta a tre manifestanti durante la manifestazione che ormai è storia.La giovane regista genovese Margherita Ferrari aveva 4 anni ai tempi del G8.

“Foa – Cera una volta il futuro”, presentato ad Alice nella città, manifestazione che si svolge in parallelo alla Festa del Cinema di Roma, in anteprima nel Concorso Panorama Italia, è il suo primo lungometraggio e prosegue quanto aveva già raccontato in un corto, offrendo uno sguardo diverso su quei drammatici fatti. “Foa” in dialetto genovese vuol dire favola, storia inventata.

“Abbiamo sempre immaginato di intrecciare una storia immaginata con la storia reale, con la S maiuscola”, ha spiegato la regista, “avevamo deciso di non affrontare il G8 come solo un evento storico, non ci interessava ricostruire ma analizzare i lasciti emotivi; noi siamo cresciute nel mondo che viene dopo, ci siamo interrogate sulle conseguenze che aveva lasciato”.”Restava viva dal cortometraggio l’urgenza di raccontare questa storia ambientata nel passato ma per parlare del presente o addirittura del futuro”.Gaia Ravina è Nicole, all’epoca del G8 lei non era nata.

“Io non ero nata quando è successo, sono nata un anno dopo, però mi sono fatta raccontare anche dai miei genitori, dalla mia famiglia e da Margherita”.Tra i produttori c’è Paolo Sorrentino, secondo cui il film “nasce da una ferita che la storia non è mai riuscita davvero a rimarginare”. “Margherita Ferrari trasforma la memoria di Genova in qualcosa di intimo e onirico – ha detto il regista – dove il passato torna silenziosamente a interrogare il futuro”.

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