> > Non fu overdose ma omicidio, Ursula Turri soffocata con un cuscino: condannat...

Ursula Turri nije predozirana, već je ubijena. Ugušila se jastukom. Njezin bivši partner osuđen je po žalbi.

Ursula Turri nije predozirana, već je ubijena. Ugušila se jastukom. Njezin bivši partner osuđen je po žalbi.

(Adnkronos) - Quattordici anni e otto mesi di reclusione per Fabio Picciolo, 63 anni, ex dipendente del Comune di Barga (Lucca), condannato in appello per l’omicidio volontario dell’ex compagna Ursula Turri, operatrice socio-sanitaria di 49 anni. La sentenza della Corte d’Assise d’Appello ...

(Adnkronos) –
Quattordici anni e otto mesi di reclusione per Fabio Picciolo, 63 anni, ex dipendente del Comune di Barga (Lucca), condannato in appello per l’omicidio volontario dell’ex compagna Ursula Turri, operatrice socio-sanitaria di 49 anni. La sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Firenze ribalta l’assoluzione pronunciata in primo grado dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Lucca nel febbraio 2024.

 

La vicenda risale al 19 novembre 2019, quando il corpo senza vita della 49enne venne trovato nel letto della sua abitazione di via Fontana, a Barga. In una prima fase si era ipotizzato un decesso legato all’assunzione di sostanze stupefacenti. Gli approfondimenti investigativi e gli accertamenti medico-legali portarono però a una conclusione diversa: secondo la ricostruzione dell’accusa, la donna era stata soffocata con un cuscino.

La consulenza del medico legale Stefano Pierotti fu uno degli elementi che contribuirono a delineare l’ipotesi dell’omicidio.  

Fin dalle prime fasi delle indagini, l’attenzione degli investigatori si concentrò sull’ex compagno. Il quadro accusatorio si fondava su diversi elementi indiziari, tra cui la presunta debolezza dell’alibi dell’uomo, l’assenza di segni di effrazione nell’abitazione e alcuni elementi relativi a possibili accessi all’appartamento dopo la morte della donna.

Tra gli aspetti esaminati anche una chiave rinvenuta dai carabinieri sul pavimento della camera da letto. Nonostante questi elementi, nel febbraio 2024 Picciolo era stato assolto in primo grado con rito abbreviato. La Procura e la parte civile, rappresentata dall’avvocato Paolo Mei per i familiari di Turri, avevano impugnato la decisione, ottenendo un nuovo esame del caso in appello. 

Il procedimento davanti alla Corte fiorentina ha comportato una rinnovazione dell’istruttoria: sono stati nuovamente ascoltati i principali testimoni e altri quattro dichiaranti, i cui precedenti verbali erano stati acquisiti nel primo giudizio. Al centro dell’esame anche le analisi informatiche e telefoniche, con l’audizione di quattro consulenti che avevano studiato tabulati, cellulari e celle telefoniche riferibili alla vittima e all’imputato. Al termine della requisitoria, il sostituto procuratore generale Fabio Origlio aveva chiesto una condanna a 16 anni di reclusione, partendo da una richiesta di 24 anni per omicidio volontario e considerando la riduzione di un terzo prevista dal rito abbreviato. La Corte ha infine inflitto a Picciolo la pena di 14 anni e otto mesi. 

Nel dispositivo letto dalla presidente della Corte sono state riconosciute provvisionali risarcitorie pari a 80mila euro per il padre della vittima, Gianluigi Burri, 100mila euro per la figlia Bruna e 30mila euro per il fratello Leonardo, per un totale di 210mila euro. La quantificazione definitiva del danno sarà stabilita in sede civile. Disposto inoltre il pagamento delle spese legali relative ai due gradi di giudizio. 

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