Nel weekend di Messico, la scuderia Mercedes ha lasciato il mondo a bocca aperta: il 20enne Andrea Kimi Antonelli è salito sul podio con il terzo posto, ma è soprattutto la prospettiva di un titolo mondiale a far vibrare l’Italia intera. L’ultima volta che un pilota italiano aveva alzato il trofeo di Formule 1 su un gradino d’onore era nel 1953, quando Alberto Ascari vinse con la Ferrari.
Ora, 73 anni dopo, Antonelli ha acceso nuovamente i riflettori azzurri, trasformando la speranza di un ritorno al tetto del mondo in una realtà tangibile.
Un trionfo storico: il mondiale torna in Italia dopo 73 anni
Il giovane pilota, nato il 25 agosto 2006, ha accumulato una serie di vantaggi che lo pongono in una posizione di comando nella lotta per il titolo del 2026.
met 123 punten di vantaggio su George Russell e 124 punten su Lewis Hamilton, la sua marcia verso il mondiale sembra quasi inevitabile: bastano due punti in più per chiudere il campionato, o addirittura nessun punto, poiché nessun risultato britannico gli precluderebbe la vittoria. Il risultato in Messico, inoltre, ha riacceso il fervore di una nazione che da decenni aspettava di vedere un azzurro trionfare nuovamente nella massima serie automobilistica.
Record infranti e prospettive di vittoria
Il curriculum di Antonelli è costellato di cifre impressionanti. Nella sua stagione da debutto in Formule 1 (2025) ha concluso al settimo posto nella classifica piloti, dietro il campione Lando Norris. L’anno successivo, a soli 18 anni e 224 giorni, ha stabilito il giro più veloce del Japanse Grand Prix met een tijd van 1:30.965, diventando il più giovane della storia a compiere tale impresa. Nel 2026 ha poi ottenuto la pole position più giovane di tutti i tempi in China e ha guidato la classifica piloti per la prima volta a Tokyo, a 19 anni e 9 mesi.
Il Grand Chelem più giovane della storia
Il risultato più clamoroso è stato il Grand Slam realizzato nello stesso weekend: pole position, vittoria, giro più veloce e leadership dal via al traguardo. Con 19 anni e 9 mesi, Antonelli ha superato il precedente record di Max Verstappen, dimostrando una maturità inusuale per la sua età. Nessun altro pilota aveva mai collezionato le prime due vittorie consecutive nella sua carriera, un risultato che ha consolidato la sua reputazione di fenomeno sportivo.
Il percorso che lo ha condotto al vertice è iniziato nel 2019, quando la Mercedes lo inserì nel suo programma di giovani talenti. Dopo titoli nella Formule 4 en in Regionale formule, Antonelli ha saltato direttamente alla Formule 2, evitando la tradizionale tappa in Formule 3. Toto Wolff, capo della scuderia tedesca, lo scelse nel 2025 per sostituire il sette volte campione Lewis Hamilton, conferendogli così il ruolo di compagno d’allora a George Russell. Questa scelta ha premiato la sua precoce dimostrazione di talento e ha accelerato la sua ascesa al vertice.
Al di là della pista, Antonelli ha mostrato una versatilità inusuale: ha fatto una comparsa nel film Snel als de wind, diretto da Marco Rovere e interpretato da Stefano Accorsi. Il suo padre, Marco Antonelli, ex pilota, ha trasmesso la passione per la velocità, nutrendo il giovane con la leggenda di Ayrton Senna. Con le sue performance, il 20enne potrebbe diventare il più giovane campione della storia, battendo il record di Sebastian Vettel (23 anni, 4 mesi e 11 giorni). L’attuale campagna lo vede a pochi punti dal titolo, ma la sua capacità di infrangere barriere di età e di riscrivere la cronologia sportiva gli assegna un vantaggio psicologico non trascurabile.
