Alle prime ore di venerdì una classe di terza media del quartiere Centocelle, a Roma, è stata teatro di un episodio di estrema violenza. La docente di Storia e Italiano, la 66enne Isabella Marsilio, è stata colpita da uno spray urticante e poi da tre coltellate esercitate da un compagno di 13 anni, armato di due coltelli da sub acquistati on-line.
L’attacco, trasmesso in diretta su una chat Telegram, ha provocato un forte shock nella comunità scolastica ma ha anche messo in luce l’uso di social per coordinare azioni violente.
L’attacco alla professoressa
Secondo le ricostruzioni, il giovane ha prima spruzzato lo spray urticante sul volto della professoressa, un gesto intimidatorio pensato a neutralizzare la vittima.
Poco dopo ha estratto il coltello da sub e le ha inflitto tre ferite all’altezza dell’ascella; la docente è stata soccorsa in tempo e, dopo alcuni punti di sutura, è fuori pericolo di vita. Prima dell’assalto, il ragazzo aveva già avviato una diretta su TikTok, dove annunciava l’azione a pochi minuti dal suo ingresso in aula, usando un casco con una piccola telecamera.
Il ruolo del compagno di origini congolesi
Un altro alunno, proveniente da una casa famiglia e di origini congolesi, è intervenuto subito dopo l’impulso iniziale dell’assalitore, riuscendo a bloccare il giovane armato e a fermare l’aggressione. Il gesto è stato definito da molti come un atto di good citizenship e ha evitato ulteriori lesioni. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha dichiarato che inviterà il ragazzo al Ministero per riconoscere formalmente il suo coraggio, sostenendo che il comportamento dimostra come si possa agire bene indipendentemente dal luogo di nascita.
Le indagini e l’implicazione dei social
Le forze dell’ordine hanno sequestrato i cellulari del minorenne e di sua madre per effettuare una perquisizione digitale. Dai dati è emerso che la madre aveva salvato le carte di credito con cui il figlio ha comprato i due coltelli da sub e un paio di occhiali da softair, tutti acquistati su piattaforme online. Gli inquirenti stanno verificando se vi siano stati istigatori su Telegram o altri canali, analizzando anche il profilo TikTok del ragazzo, che al momento conta pochissimi follower ma ha condiviso il video dell’attacco.
Institutional reactions
Il ministro Valditara, intervenendo a margine di un raduno della Alloy a Pontida, ha sottolineato la necessità di regolare l’accesso dei minorenni a piattaforme pericolose, indicando le stesse reti sociali come potenziali fattori di radicalization. Ha inoltre annunciato la creazione di “regole chiare” per tutelare gli insegnanti e ripristinare il rispetto dell’autorità scolastica, invitando le piattaforme a collaborare con le autorità.
Altri episodi di violenza nelle scuole italiane
Il caso romano non è isolato. A Napoli, un quattordicenne ha portato in aula un coltello da cucina lungo 18 cm, sequestrato dai police dopo un acceso litigio con un compagno. L’adolescente è stato denunciato per illegal possession of a weapon e rimandato al comando. Questi fatti evidenziano una preoccupante tendenza di giovani che, spinti da rancori personali o dal desiderio di notorietà online, ricorrono a strumenti letali in ambienti scolastici.
Le indagini continuano e la scuola ha disposto lo spostamento di tutti gli alunni in altre aule per garantire la sicurezza. La professoressa Marsilio, pur provando dolore, ha dichiarato di perdonare l’assalitore e di voler incontrarlo per capire le sue ragioni, mostrando una rara apertura emotiva verso chi ha compiuto un gesto così estremo.
