> > Caso Garlasco, in esclusiva i genitori di Chiara Poggi ospiti oggi a Verissimo

Caso Garlasco, in esclusiva i genitori di Chiara Poggi ospiti oggi a Verissimo

Caso Garlasco, in esclusiva i genitori di Chiara Poggi ospiti oggi a Verissimo

(Adnkronos) - Caso Garlasco a Verissimo. A quasi vent'anni dall'omicidio di Chiara Poggi e dopo la chiusura, nei giorni scorsi, delle nuove indagini su Andrea Sempio, i genitori della giovane, Rita e Giuseppe Poggi, rompono il silenzio con un'intervista esclusiva a Silvia Toffanin, che andrà in o...

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Caso Garlasco a Verissimo. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi e dopo la chiusura, nei giorni scorsi, delle nuove indagini su Andrea Sempio, i genitori della giovane, Rita e Giuseppe Poggi, rompono il silenzio con un’intervista esclusiva a Silvia Toffanin, che andrà in onda oggi, domenica 4 ottobre, su Canale 5 a partire dalle 16.30. 

Al centro dell’intervista gli ultimi sviluppi giudiziari sul caso e la posizione della famiglia Poggi, che non intende costituirsi parte civile nei confronti dell’indagato Andrea Sempio nell’udienza preliminare che si profila dopo che la Procura di Pavia ha chiuso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio. 

La decisione della famiglia Poggi è stata spiegata dall’avvocato Franceco Campagna: “Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti”, le parole dell’avvocato che, insieme al legale Gian Luigi Tizzoni, rappresenta i familiari della vittima.

 

I legali dei genitori, Rita Preda e Giuseppe Poggi, e del fratello Marco Poggi saranno parte in un eventuale giudizio di revisione che proporrà la difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio dell’allora fidanzata. 

Andrea Sempio resta convinto che il colpevole del delitto del 13 agosto del 2007 sia l’allora fidanzato della vittima, Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per aver ucciso la ventiseienne.

Sempio, indagato dalla procura di Pavia, in un’intervista a ‘Quarto Grado’ su Retequattro ha detto: “Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo. Il colpevole? Sì, credo sia stato Alberto Stasi. Credo che la condanna fosse fondata”.  

La Procura ha chiuso l’indagine sul Sempio e nel comunicato in cui lo ha annunciato ha trovato spazio una presunta ombra sulla condanna di Stasi i Ris di Parma potrebbero aver nascosto alcuni dati grezzi che fanno riferimento ai risultati genetici sul pedale della bici del condannato.

Un presunto errore che nulla ha a che fare con gli elementi raccolti su Sempio. “Se è successo davvero e se questa cosa è stata davvero rilevante nel suo procedimento, se l’ha portato a una condanna – non so che peso ha avuto – e se c’è stato davvero un errore, ovviamente è una tragedia. Se ritengono che sia il caso di approfondire questa questione dei pedali, ben venga. Quello poi vedranno loro”. E se “la giustizia di per sé è suscettibile di errori”, a Sempio “spaventa l’idea che ci possano essere degli errori che vadano a influire sulla mia situazione. Mi auguro non accada nulla in questo senso verso di me”. 

Il 38enne ha dichiarato di essere “più sollevato (che preoccupato, ndr), sperando che effettivamente siamo arrivati alla chiusura, quantomeno di questa prima parte. Spero sia arrivato finalmente il momento di affrontare davvero tutte le questioni che ci saranno e levarsi un po’ da questo marasma di supposizioni, piste inventate, notizie che poi venivano smentite. Spero che adesso si vadano a vedere davvero i fatti concreti”. 

L’indagato inoltre ha aggiunto: “Credo che si potrebbe già risolvere tutto in udienza preliminare. Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo. Per quello che ho visto finora, credo sia tutto spiegabile e che facendo le dovute verifiche si possa acclarare tutto. Parlando con la mia difesa non c’è qualche argomento che ci preoccupa più di altri”. 

Sempio non sembra preoccupato degli indizi contro di lui a partire dall’impronta 33, quella che per la Procura di Pavia è l’orma della sua mano sul muro. “Abbiamo fatto sperimentazioni su un muro e in realtà non si potrebbe escludere. A noi non serve sapere cosa potrebbe non essere o cosa non si può escludere. Devi avere una certezza. C’era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C’era del sangue? No. Fine. Per come la vedo io la questione finisce lì”.  

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