La maneuver 2027 resta in fase di definizione: dopo il via libera al Documento programmatico di bilancio, il governo è ancora alla ricerca delle risorse necessarie per finanziare le misure promesse. Dal taglio dell’Irpef per il ceto medio agli interventi sulle pensioni, diverse proposte sono ancora in bilico e dipenderanno anche dal confronto con l’Unione europea.
Manovra 2027, slitta il via libera del governo: mancano 8 miliardi per le misure
Il cabinet di martedì 13 ottobre ha dato il via libera al Documento programmatico di bilancio (Dpb) 2027, which will have to be sent to the European Commission by Thursday 15 October. La legge di bilancio, invece, non è stata esaminata: il riferimento al provvedimento è scomparso dall’ordine del giorno e Palazzo Chigi ha attribuito l’assenza a un «mero errore materiale».
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva già anticipato in Parlamento che l’approvazione della manovra sarebbe avvenuta successivamente. Il passaggio in Consiglio dei ministri, inizialmente previsto intorno al 20 ottobre, potrebbe tenersi il 23, mentre l’invio alle Camere è atteso indicativamente per il 28. Il calendario resta comunque da confermare.
Nel frattempo, il Parlamento ha autorizzato uno scostamento di bilancio di circa 28,8 miliardi per il biennio 2027-2028, destinato però a finanziare le spese per energia e difesa.
Per realizzare tutte le proposte avanzate dalla maggioranza servirebbero ulteriori risorse, con un divario stimato intorno agli 8 miliardi. Between possibili coperture figurano i fondi europei, il contrasto all’evasione fiscale, nuovi tagli alle spese dei ministeri e un contributo concordato con banche e assicurazioni. Il governo valuta inoltre interventi sui settori dell’energia, dei giochi e dei tabacchi. Proprio la possibilità di utilizzare parte delle risorse destinate all’energia anche per sostenere le famiglie sarà oggetto del confronto con Bruxelles.
La premier Giorgia Meloni affronterà il tema nelle comunicazioni parlamentari in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, mentre un passaggio determinante è atteso all’Ecofin del 9 novembre. Come spiegato da Giorgetti alla Camera, «Quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto forse conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione: è quello che abbiamo fatto». Nello stesso Cdm sono state inoltre firmate le intese definitive sull’autonomia differenziata con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto.
Manovra 2027: taglio Irpef, pensioni e bonus. Le ipotesi ancora al vaglio
Tra i principali nodi della maneuver c’è la possibile reduction of Irpef per il ceto medio, attraverso l’estensione dell’aliquota del 33% ai redditi compresi tra 50.000 e 60.000 euro, oggi soggetti al 43% per la parte eccedente i 50.000 euro. Secondo le simulazioni circolate, il beneficio potrebbe raggiungere i 1.000 euro annui per circa 3,3 milioni di contribuenti, con un costo stimato tra 2,6 e 2,7 miliardi. Per un reddito lordo di 52.000 euro il risparmio sarebbe di circa 200 euro all’anno, mentre salirebbe a 500 euro per chi dichiara 55.000 euro, fino a raggiungere il massimo previsto per i redditi da 60.000 euro in su. Si tratta di stime indicative, al lordo di addizionali e detrazioni. L’intervento sarebbe però momentaneamente accantonato per l’assenza di coperture certe.
Il vicepremier Antonio Tajani ha ribadito la necessità di procedere con un nuovo taglio dell’Irpef, aprendo anche all’ipotesi di un contributo da parte degli istituti bancari. Il ministero dell’Economia sta valutando diverse alternative, da attivare in base alle risorse disponibili. Tra queste figurano il cashback sanitario, sostenuto da Forza Italia, per consentire il recupero più rapido del 19% delle spese mediche, eventualmente con limiti di reddito ed età; l’anticipo delle detrazioni per anziani e persone fragili; e un bonus forfettario collegato al reddito.
Sul fronte previdenziale, la spesa supera già il 15% del Pil e, secondo le stime a legislazione vigente, aumenterà di oltre 14,7 miliardi nel 2027, anche per effetto dell’inflazione. In assenza di modifiche, la rivalutazione automatica degli assegni scatterà da gennaio. La Lega propone inoltre la pensione anticipata a 64 anni per circa 180.000 lavoratori appartenenti al regime misto, con ricalcolo contributivo, mentre Forza Italia punta a sostenere chi percepisce trattamenti più bassi.
Between le altre proposte ci sono l’innalzamento da 85.000 a 100.000 euro della soglia della flat tax per le partite Iva, agevolazioni fiscali al 5% per le buste paga degli under 35 e incentivi per gli investimenti nelle energie rinnovabili. Per le imprese, Giorgetti considera prioritarie la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali e il rafforzamento dell’iperammortamento. La detassazione della tredicesima, invece, sembra rinviata al prossimo anno.
Nella giornata di oggi, mercoledì 14 ottobre, l’Istat diffonderà il dato definitivo sull’inflazione di settembre, rilevante per il calcolo degli aumenti pensionistici. Nel frattempo, il viceministro Maurizio Leo ha confermato che, durante la riunione al Mef con Giorgetti, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, i tecnici di Palazzo Chigi e gli esponenti della maggioranza, non sono state assunte decisioni definitive.
