(Adnkronos) – “Corre dietro come un bambino all’avversario, invece di correre verso la tua porta, che è la priorità”. Paolo Di Canio punta il dito contro Andrea Cambiaso e lo fa senza cercare giri di parole. L’ex attaccante, intervenuto negli studi di Sky Calcio Club, ha analizzato il momento complicato della Juventus dopo la pesante sconfitta contro il Genoa, soffermandosi sugli errori dei singoli e su una crisi che, a suo giudizio, va ben oltre il risultato del campo.
Il giudizio su Cambiaso è netto. Per Di Canio, il comportamento del laterale bianconero nell’azione che ha portato al gol rossoblù rappresenta uno degli esempi più evidenti delle difficoltà attraversate dalla squadra. La gestione della fase difensiva, la scelta della corsa e la mancata attenzione alle priorità diventano così il simbolo di una Juventus che fatica a trovare certezze anche nei suoi interpreti più esperti.
Nel mirino dell’opinionista non c’è soltanto Cambiaso.
Anche Pierre Kalulu, finora considerato uno dei giocatori più affidabili sul piano dell’atteggiamento individuale, finisce sotto accusa. A preoccupare Di Canio è soprattutto la frequenza degli errori commessi da calciatori dai quali ci si aspetterebbe maggiore lucidità e continuità. “Vedi cinque minuti, un quarto d’ora, dieci minuti, e poi vedi dei giocatori come Kalulu che, per affidabilità, erano una certezza nell’atteggiamento individuale, nel fare una cosa giusta, fare questi errori”
La critica di Di Canio si allarga rapidamente all’intero gruppo bianconero.
Il ko di Marassi, con il Genoa capace di sfruttare le proprie occasioni e l’energia del pubblico, diventa l’occasione per mettere in discussione l’identità della Juventus. “Lo scudetto non l’ho mai contemplato, ma non immaginavamo minimamente questa distanza. Non c’è un’identità, non c’è anima in questa squadra”. Parole pesanti, che fotografano una preoccupazione legata non soltanto alla classifica, ma soprattutto al modo in cui la formazione bianconera affronta le partite. Per Di Canio, cambiare modulo o adottare un sistema più prudente può aiutare in determinate circostanze, ma non basta a risolvere le difficoltà strutturali. A chiudere l’analisi è il dubbio più pesante: come può Luciano Spalletti rimettere in piedi una Juventus che, secondo Di Canio, appare confusa e priva di punti di riferimento? “È veramente un caos alla Juve. Io sono curioso di capire, perché è un caos, cioè io non riesco a capire come Spalletti possa arrivare a trovare una soluzione”.
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