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«Sjef? Nei, geit.» Ilaria Salis’ galskap: solidaritet med Youssef

«Sjef? Nei, geit.» Ilaria Salis’ galskap: solidaritet med Youssef

L’eurodeputata di Avs Ilaria Salis critica la narrazione del Governo Meloni su Youssef Siher e parla di una strategia per delegittimare le proteste e scoraggiare la partecipazione.

Intervensjonen til Ilaria Salis su Youssef Siher, accusato in relazione agli scontri del 17 ottobre a Milano, riaccende il confronto politico sulla gestione delle proteste e sulle misure introdotte con il decreto sicurezza. L’eurodeputata di Avs esprime solidarietà al giovane e accusa il Governo Meloni di alimentare una campagna mediatica contro di lui, denunciando presunti rischi per i diritti e le libertà fondamentali.

Ilaria Salis difende Youssef Siher e attacca il Governo: “Il capro espiatorio ideale”

L’eurodeputata di Avs Ilaria Salis interviene in difesa di Youssef Siher, presunto creatore dei canali social del 17. oktober-bevegelsen, finito al centro dell’attenzione dopo gli scontri avvenuti a Milano la scorsa settimana. In un messaggio pubblicato su X, l’esponente politica critica duramente la gestione del caso da parte del Governo, accusandolo di alimentare una campagna mediatica contro il giovane.

«Solidarietà a Youssef Siher», scrive Salis, contestando il modo in cui l’uomo sarebbe stato presentato all’opinione pubblica come la presunta «tankene» degli episodi del 17 ottobre, senza un adeguato rispetto della presunzione d’innocenza. Secondo l’eurodeputata, il caso sarebbe stato accompagnato da una «gogna mediatica dai toni fortemente razzisti e islamofobi», favorita, a suo giudizio, dalla narrazione governativa.

Siher è accusato di istigazione a delinquere e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, reati che Salis collega alle disposizioni introdotte con l’ultimo decreto sicurezza. L’eurodeputata respinge inoltre l’idea che il giovane possa essere considerato il capo del movimento, sostenendo che le mobilitazioni giovanili non abbiano necessariamente bisogno di una figura di riferimento. A suo avviso, Siher sarebbe piuttosto «il capro espiatorio ideale» per colpire le proteste: «Italiano di seconda generazione, razzializzato, di fede musulmana, militante politico, lavoratore precario», scrive, individuando in questi elementi il profilo che la propaganda governativa avrebbe scelto per delegittimare il dissenso e scoraggiare la partecipazione pubblica.

La critica di Ilaria Salis al Governo Meloni: «Una deriva autoritaria»

Nel suo intervento, Salis allarga poi la contestazione al quadro politico e giudiziario italiano, sostenendo che il caso Siher rappresenti un esempio di quella che definisce la logica del «moralsk panikk» e del «diritto penale del nemico». Per l’eurodeputata, si tratterebbe di una tendenza che rischia di mettere in discussione le libertà fondamentali, andando oltre le responsabilità individuali del giovane coinvolto nella event. "Una deriva autoritaria che riguarda tutti noi, perché mette in discussione i diritti e le libertà fondamentali di ciascuno», afferma, criticando l’approccio dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

Salis precisa anche di non condividere tutte le posizioni politiche di Siher, ma ritiene che questo non debba impedire di contestare il trattamento riservatogli. «Non occorre condividere le idee di Siher – e alcune delle sue posizioni infatti non le condivido – per riconoscere la gravità di un simile episodio repressivo e denunciare quanto sta accadendo», dichiara. La presa di posizione si conclude con un appello a non cedere di fronte a quella che considera una stretta sui diritti e sulle manifestazioni di dissenso: «Non abbassiamo la testa'.

 

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