(Adnkronos) – La dinamica ricalca quella messa in atto pochi giorni fa, per la truffa da mezzo milione di euro all’insegnante nella centralissima via Parigi. Ma stavolta il finto agente della Polizia, come si è spacciato, ha truffato un’altra donna, anche lei non certo anziana, una professionista di 46 anni, mamma di due ragazze adolescenti, ingannata da una telefonata con la voce del marito clonata con l’intelligenza artificiale.
Secondo quanto apprende l’Adnkronos, la donna è stata chiamata al telefono fisso di casa da un sedicente poliziotto dall’accento napoletano. La scusa sempre la stessa. La targa dell’auto di sua proprietà era stata clonata. Già in possesso di numerose informazioni della famiglia, l’uomo le ha detto che con quella macchina erano state fatte rapine il giorno prima, a Roma, e che si sarebbe dovuta presentare con urgenza in questura per essere sentita come persona informata sui fatti.
Una telefonata subito dopo, però, questa volta al cellulare della vittima, chiedeva alla donna un accertamento tecnico urgente sull’auto da parte di personale della Polizia. Continue le telefonate, sia al numero di casa che al cellulare, con le quali sedicenti poliziotti chiedevano di denunciare il possesso di gioielli in casa, in modo dettagliato, per una verifica su tutta la merce rubata nella giornata del sabato.
“Hanno clonato le nostre sim, così da riprodurre la mia voce nel corso di una telefonata che avvalorava la finta operazione di Polizia – spiega all’Adnkronos il marito della vittima, docente universitario – Presumibilmente con un jammer hanno mandato poi in blocco la linea telefonica per evitare eventuali telefonate alle forze dell’ordine. E soprattutto quella che avrebbe potuto fare, di lì a poco, mia figlia, ritrovatasi di fronte al truffatore armato”. Con la vittima in strada, invitata ad aspettare gli agenti in garage per l’ispezione dell’auto, l’uomo – descritto come giovane e di media statura – è salito nell’appartamento a Prati a volto scoperto, battendo con violenza alla porta, qualificandosi come un agente di Polizia che doveva svolgere urgenti accertamenti sui gioielli in casa, possibile refurtiva della rapina. Ad aprirgli, spaventata, la figlia 15enne della vittima. “Con una pistola che spuntava dalla tasca – spiega il padre e marito della donna – ha spinto con forza il portone, facendo irruzione in casa nostra e prendendo tutti gli oggetti di valore con la scusa di doverli controllare in Questura, sempre in videochiamata con un finto collega”. Un bottino dal valore complessivo di oltre 150.000 euro, quello portato via dal finto agente. L’ennesima truffa riuscita in pochi giorni da una banda che agisce con le stesse modalità nel cuore di Roma. Al vaglio dei carabinieri, impegnati nelle indagini dopo la denuncia presentata alla Stazione di Prati, le immagini delle telecamere a circuito chiuso del palazzo. (di Silvia Mancinelli)
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