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Calcolo IMU 2019: le aliquote città per città

L’imposta municipale unica (IMU) è una tassa di natura patrimoniale prevista dal sistema tributario italiano e dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali. La legge di Bilancio presentata nel 2019 non ha introdotto novità rilevanti sull’imposta, a differenza della legge n. 145/2018 che ha eliminato il blocco delle aliquote. Di conseguenza, i Comuni potranno eventualmente aumentare le aliquote fino al massimo consentito. L’IMU si paga attraverso il versamento di due rate: l’acconto è pari al 50% dell’imposta calcolato sulla base delle aliquote previste dai Comuni; la seconda rata si calcola con conguaglio sulla prima.

L’imposta è dovuta sulle seconde case, sulle prime case di lusso e sugli immobili diversi dalla prima abitazione. Non è previsto il pagamento sulla prima casa a patto che questa rientri nelle categorie catastali A/2 (abitazione di tipo civile), A/3 (abitazione di tipo economico), A/4 (abitazione di tipo popolare), A/5 (abitazione di tipo ultrapopolare), A/6 (abitazione di tipo rurale) e A/7 (abitazione in villini). La tassa non si applica inoltre per i terrenti agricoli sottostanti a determinate condizioni e per gli imbullonati.

Calcolo IMU 2019: come fare

Prima di procedere al calcolo dell’IMU è anzitutto necessario essere a conoscenza dei seguenti elementi: il Comune in cui è ubicato l’immobile in questione; la rendita e la categoria catastale dell’immobile; l’aliquota deliberata dal Comune; eventuali esenzioni, detrazioni e agevolazioni. Dunque, per conoscere l’importo dell’imposta dovuta si dovrà controllare se il proprio Comune abbia pubblicato o meno una nuova delibera. In caso negativo, si utilizzeranno i valori fissati per l’anno precedente. In sede di versamento del saldo IMU, comunque, i contribuenti dovranno verificare nuovamente le aliquote fissate dal Comune. Qualora fossero state apportate modifiche, sarà obbligatorio pagare l’eventuale quota aggiuntiva come conguaglio.

La base imponibile degli immobili si misura a partire dalla rendita catastale e dal coefficiente catastale dell’immobile. Il primo passo è quello di aumentare la rendita del 5%; dopodiché, la rendita maggiorata va moltiplicata per il coefficiente di ogni immobile per cui si effettuano versamenti. Infine, il risultato così ottenuto viene moltiplicato a sua volta per l’aliquota deliberata dal Comune.

Coefficienti catastali per il calcolo IMU 2019

I coefficienti catastali per il calcolo dell’IMU variano a seconda del tipo di immobile su cui si applica l’imposta e sono i seguenti:

  • il coefficiente pari a 160 si riferisce alle categorie catastali da A/1 fino ad A/11, esclusa A/10: si tratta di abitazioni di tipo signorile, civile, economico, popolare, ultrapopolare e rurale, ma anche villini, ville, castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, alloggi tipici dei luoghi. Identico valore si applica a magazzini e locali di deposito (C/2), stalle e scuderie (C/6) e tettoie (C/7);
  • il coefficiente di 140 è relativo alle categorie che vanno da B1 a B8, che racchiudono collegi e convitti, case di cura e ospedali non a scopo di lucro, prigioni e riformatori, uffici pubblici, scuole e laboratori, biblioteche, musei, gallerie, accademie e circoli. Lo stesso coefficiente riguarda laboratori per arti e mestieri, fabbricati e locali per esercizi sportivi non a scopo di lucro e stabilimenti balneari, che appartengono alle categorie C/3, C/4 e C/5;
  • per la categoria A/10, che riguarda uffici o studi privati, e per la categoria D/5, che riguarda istituti di credito, di cambio e di assicurazione, il coefficiente in questione è 80;
  • da D/1 a D/10, esclusa D/5, il coefficiente catastale è vale 65. Queste categorie comprendono opifici, alberghi e pensioni, teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli simili, case di cura e ospedali, fabbricati e locali per esercizi sportivi;
  • pari a 55 è, infine, il coefficiente per i fabbricati di categoria C/1 (negozi e botteghe).

IMU 2019: le aliquote città per città

Ogni Comune stabilisce tramite delibera l’aliquota necessaria al calcolo dell’IMU, che dunque può variare di città in città.

Milano

Le aliquote per il calcolo dell’IMU nel capoluogo lombardo sono:

  • prima casa, categorie catastali A/1, A/8, A/9: 0,66%;
  • immobili concessi in locazione a titolo di abitazione principale: 0,65%;
  • unità immobiliari non produttive di reddito fondiario: 0,76%;
  • immobili strumentali, sale cinematografiche e teatrali, possedute o locate: 0, 87%;
  • immobili di categoria catastale C/3 posseduti o affittati da imprese artigianali: 0,87%;
  • unità immobiliare con categorie catastale B, possedute da associazioni, enti non commerciali e onlus: 0,88%;
  • immobili locati: 0,96%;
  • seconde case non locate; 1,06%.

Roma

Anche nella capitale i proprietari di abitazioni diverse rispetto a quella principale dovranno versare la seconda rata dell’IMU. Le aliquote fissate dal Comune per il 2019 sono le seguenti:

  • prima casa: 0,5% (categorie catastali A/1, A/8, A/9);
  • alloggi assegnati dagli istituti autonomi delle case popolari: 0,68%;
  • categorie catastali C/1, C/3, D/8: 0,76%;
  • immobili delle Onlus: 0,76%;
  • immobili adibiti a punti vendita di quotidiani e periodici: 0,76%;
  • teatri e sale cinematografiche: 0,76%;
  • seconda casa: 1, 06%.

Torino

Il calcolo dell’IMU nel capoluogo piemontese si basa sulle seguenti aliquote:

  • prima casa (se in categoria catastale A/1, A/8, A/9): 0,6%;
  • unità immobiliari appartenenti a nuove imprese che svolgono attività dirette alla promozione e al supporto di iniziative di ricerca scientifica e tecnologica: 0,86%;
  • fabbricati classificati nella categoria catastale D/3 destinati a sale cinematografiche: 0,96%;
  • aree fabbricabili: 0,96%;
  • unità abitative non adibite ad abitazione principale del soggetto passivo: 1,06%;
  • fabbricati classificati nella categoria catastale D (esclusi quelli classificati nella categoria D/3): 1,06%;
  • terreno agricolo: 1,06%;
  • fabbricato di interesse storico o artistico o fabbricato dichiarato inagibile, inabitabile e di fatto non utilizzato: aliquota di riferimento con base imponibile ridotta del 50%.

Firenze

Queste le aliquote per il calcolo dell’IMU relative al capoluogo toscano:

  • nuovi insediamenti produttivi: 0,46% per immobili di nuova costruzione appartenenti a cat. diverse dalla categoria catastale D e 0,76% per immobili di nuova costruzione appartenenti alla cat. D;
  • immobili “di lusso” (cat. A/1, A/8, A/9) adibiti ad abitazione principale: 0,6%;
  • immobili appartenenti alla categoria catastale D utilizzati dal proprietario giovane imprenditore di età inferiore ai 40 anni, o concessi in locazione a quest’ultimo: 0,76%;
  • sale cinematografiche e teatri (D/3): 0,76%;
  • esercizi storici fiorentini (categorie catastali C/1 e C/3): 0,76%;
  • immobili oggetto di sfratto per morosità (cat. catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/7): 0,99%;
  • immobili di cat. C/1 o C/3 direttamente utilizzati dal proprietario per attività lavorativa o commerciale: 1,04%.

Napoli

Nel capoluogo della Campania il calcolo dell’imposta fa riferimento alle aliquote che seguono:

  • abitazione principale di categoria catastale A/1, A/8, A/9 e relative pertinenze: 0,6%;
  • altri immobili, esclusi quelli della cat. catastale D: 1,06% (riservata interamente al Comune);
  • immobili di categoria catastale D: 1,06% (quota Statale: 0,76%; quota Comunale: 0,3%).

Bari

Le aliquote IMU deliberate dal Comune del capoluogo pugliese per il 2019 sono le seguenti:

  • alloggi regolarmente assegnati dall’ARCA: 0,46%;
  • aliquota agevolata per le unità immobiliari realizzate da cooperative edilizie per le quali ancora non è possibile l’utilizzo come abitazione principale: 0,46%;
  • abitazione principale (fabbricati di cat. catastale A/1, A/8, A/9): 0,6%;
  • aliquota agevolata per gli immobili abitativi (da A/1 ad A/9) concessi in comodato d’uso a un parente entro il 1° grado, il quale stabilisce la propria residenza anagrafica nella stessa unità immobiliare: 0,76%;
  • aliquota agevolata per gli immobili ricompresi nella categoria catastale D3 (teatri, cinema, sale per concerti, sale per spettacoli dal vivo: 0,76%;
  • aree edificabili: 1,06%.

Palermo

Il calcolo dell’imposta municipale propria nel capoluogo siciliano si effettua sulle seguenti aliquote IMU:

  • abitazione principale di cat. A/1, A/8, A/9 e relative pertinenze: 0,48% con detrazioni sulla prima casa di 200 euro;
  • terreni agricoli: 0,76%;
  • altri fabbricati (seconda casa, uffici, negozi): 1,06%;
  • aree fabbricabili: 1,06%.

La base imponibile IMU va ridotta del 50% nel caso di immobili di interesse storico e artistico o immobili inagibili o inabitabili.

Cagliari

Il capoluogo sardo presenta per il calcolo IMU 2019 le aliquote elencate qui di seguito:

  • prima casa “di lusso” (cat. A/1, A/8, A/9 e relative pertinenze): 0,4%;
  • unità immobiliare a uso abitativo da A/1 ad A/9: 0,66% se concessa il locazione, a titolo di abitazione principale; 0,76% se concessa a uso gratuito a un parente in linea retta (figlio o genitore);
  • alloggi come case popolari (IACP) e relative pertinenze: 0,76%;
  • immobili di categorie catastali come A/10, C/2, C/6 e C/7 non pertinenziali dell’abitazione e unità famigliari C/1, aree edificabili, immobili locati e terreni agricoli: 0,96%;
  • immobili di categoria catastale D: 0,96% (di cui 0,76% allo Stato e 0,2% al Comune).
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