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Comunità nel bosco di Gibilmanna, arrestato il presunto “santone”: accuse pesanti sui minori

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Comunità in un bosco a pochi chilometri da Cefalù: indagini su condizioni di isolamento e tutela di due minori, arrestato un santone.

Il caso riguarda una comunità isolata nei pressi di un bosco di Cefalù, guidata da un uomo di origini tedesco-indiane che si presentava come santone, finita sotto indagine per le condizioni in cui vivevano due minori. L’intervento della magistratura è scattato dopo la segnalazione di situazioni ritenute gravemente inadeguate, con i bambini costretti a vivere in un casolare privo di servizi essenziali e lontani da percorsi scolastici e sanitari adeguati, fino al loro successivo allontanamento e al fermo del presunto leader della comunità.

Contesto della comunità nel bosco di Gibilmanna e condizioni di vita dei minori

Un uomo di 59 anni, di origini tedesco-indiane, ritenuto una sorta di guida spirituale di una piccola comunità composta da circa quindici persone a Gibilmanna nei pressi di Cefalù, è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti ai danni di minori. Come riportato da Sky Tg24, l’indagine è partita dopo l’intervento della Procura dei minorenni di Palermo, che ha disposto l’allontanamento di due bambini, affidandoli ai nonni materni, poiché vivevano in condizioni ritenute estremamente degradanti. I minori abitavano con i genitori in un casolare isolato, privo di servizi essenziali come acqua ed elettricità, dormendo su materassi di fortuna e senza alcuna possibilità di accedere a condizioni di vita dignitose. Non erano inoltre stati sottoposti alle vaccinazioni previste.

La comunità, formata in prevalenza da cittadini stranieri tra cui tedeschi e inglesi, seguiva le indicazioni del cosiddetto “santone”, mentre l’unica presenza italiana era la madre dei due bambini, originaria della zona. Secondo quanto emerso, il gruppo viveva in un contesto isolato, senza televisione, telefoni né accesso alla scuola per i minori, che risultavano privi delle competenze di base come lettura e scrittura. Gli investigatori hanno evidenziato come i bambini fossero sottoposti anche a condizioni di vita particolarmente gravose, tra cui la necessità di svolgere attività notturne di sorveglianza del casolare, utilizzando torce sulla testa per segnalare eventuali presenze esterne.

Fermato “santone” di una comunità nel bosco: accuse gravissime di maltrattamento sui minori

Le autorità giudiziarie hanno ricostruito un quadro ritenuto complesso e preoccupante, caratterizzato da isolamento e condizionamento psicologico all’interno della comunità, nel quale i minori avrebbero subito comportamenti gravemente dannosi. Inoltre, è stato sottolineato che “c’è un quadro indiziario grave e concordante, tale da giustificare l’adozione della misura precautelare del fermo”, anche in relazione al rischio di fuga e alla gravità delle contestazioni.

Il presunto leader, noto come Shanti Mark Ravikiran Koppikar, si presentava come maestro spirituale e promotore di un percorso di ricerca interiore legato al concetto divero sé”. Laureato in psicologia e con precedenti esperienze legate allo sciamanesimo, nel tempo avrebbe costruito una rete di seguaci attraverso incontri e attività anche online.

Nonostante la predicazione di uno stile di vita improntato alla semplicità e al distacco dai beni materiali, emergerebbe un contrasto con il suo tenore di vita personale, descritto come agiato e caratterizzato da beni di lusso. Le indagini hanno portato alla convalida del fermo da parte del giudice e al trasferimento dei minori in un ambiente familiare più sicuro, mentre l’uomo è stato posto in custodia cautelare in carcere.