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Giovani e donne in prima linea nella diffusione di e-cig e prodotti a tabacco riscaldato

Giovani e donne in prima linea nella diffusione di e-cig e prodotti a tabacco riscaldato

In Italia la riduzione del consumo di sigarette tradizionali è evidente, ma l'espansione di e-cig, prodotti a tabacco riscaldato e bustine di nicotina sta rallentando il declino complessivo; i dati Iss e Passi segnalano un aumento tra adolescenti e donne.

Negli ultimi anni il panorama del consumo di nicotina in Italia ha assunto contorni sempre più sfaccettati: mentre il numero di fumatori di sigarette tradizionali è in riduzione, emergono con forza nuove modalità di assunzione, come le sigarette elettroniche, i prodotti a tabacco riscaldato e le bustine di nicotina. È questo il ritratto che viene fuori dalle indagini del sistema di sorveglianza Passi e del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), presentate in concomitanza con la Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio.

I dati analizzati parlano chiaro: il passaggio da prodotti tradizionali a alternative ha effetti sull’andamento complessivo del consumo di nicotina, con ricadute significative soprattutto tra i più giovani e le donne. Le informazioni raccolte offrono uno spaccato che richiede risposte di sanità pubblica mirate e aggiornate.

La diffusione tra gli adolescenti: numeri e caratteristiche

Le indagini condotte dall’ISS su oltre 12.000 studenti documentano che la sigaretta elettronica è ormai il prodotto più utilizzato nelle fasce più giovani. Il 5,9% degli studenti di 11-13 anni e il 37,1% di quelli tra 14 e 17 anni hanno dichiarato di aver usato nell’ultimo mese almeno un prodotto contenente nicotina o tabacco, corrispondenti a circa 93.000 e oltre 850.000 giovani rispettivamente.

Il ruolo delle ragazze e il fenomeno del policonsumo

Un elemento che risalta è la maggiore prevalenza tra le ragazze: tra gli 11-13 anni il consumo riguarda il 6,9% delle femmine rispetto al 4,8% dei maschi, mentre nella fascia 14-17 anni le percentuali salgono al 44,2% per le ragazze e al 30,3% per i ragazzi. Parallelamente si registra una crescita del policonsumo, ovvero l’uso contemporaneo di più prodotti contenenti nicotina: oltre la metà (51,4%) degli studenti consumatori della fascia 11-13 anni utilizza più prodotti insieme.

Prodotti emergenti: bustine, svapo e uso quotidiano

Oltre alla diffusione delle e-cig, sta crescendo rapidamente l’uso delle bustine di nicotina. Nella fascia 14-17 anni, il 9,1% dichiara di averle provate almeno una volta, in aumento rispetto all’8,2% del 2026 e al 3,8% del 2026. L’uso negli ultimi 30 giorni riguarda il 3,3% degli studenti, con una prevalenza leggermente maggiore tra i maschi.

Implicazioni per il benessere mentale e comportamentale

Le indagini mettono in relazione il consumo di nicotina con altri indicatori di rischio: chi fa uso di questi prodotti mostra una maggiore frequenza di consumo di alcol, episodi di ubriacatura e livelli più elevati di ansia e depressione. Come sottolinea Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS, questi pattern richiedono attenzione perché associati a un minore benessere psicologico complessivo.

Il quadro tra gli adulti: un calo parziale del fumo tradizionale

Tra i 18 e i 69 anni il consumo esclusivo di sigarette tradizionali è sceso tra il 2008 e il 2026 dal 30% al 18%. Tuttavia, quando si considerano anche le e-cig e i prodotti a tabacco riscaldato, la diminuzione complessiva di chi usa nicotina è molto più contenuta, passando dal 30% al 27%. Questo indica che le nuove offerte del mercato stanno compensando parte delle riduzioni ottenute sul fronte delle sigarette convenzionali.

Il fenomeno è particolarmente evidente nelle donne: il consumo esclusivo di sigarette tradizionali è sceso dal 25% al 15%, ma la quota complessiva di donne che usano prodotti con nicotina è diminuita solo dal 25% al 23%. Situazioni analoghe si osservano tra i giovani adulti (18-24 anni) e nella fascia 25-34 anni, dove il calo del fumo tradizionale è stato in parte annullato dall’adozione di alternative.

Servizi di supporto e appello alle politiche pubbliche

Sul versante dell’offerta di aiuto, nel 2026 il Telefono Verde contro il Fumo dell’ISS ha ricevuto circa 3.600 chiamate; l’87% proveniva da persone intenzionate a smettere o in cerca di informazioni sui servizi disponibili. Al contempo il censimento nazionale registra una diminuzione dei Centri Antifumo attivi, passati da 223 a 209 in un anno, una contrazione che desta preoccupazione per la capacità di risposta territoriale.

Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, sottolinea la necessità di rafforzare gli interventi di prevenzione e le politiche di sanità pubblica per fronteggiare la crescente diffusione dei nuovi prodotti contenenti nicotina. Anche Luisa Mastrobattista del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS ribadisce l’urgenza di strategie mirate verso le nuove generazioni e, in particolare, verso le ragazze.

In sintesi, il panorama italiano mostra progressi nel ridurre il consumo di sigarette tradizionali, ma la diffusione di alternative a base di nicotina impedisce un calo altrettanto marcato dei consumatori complessivi: una sfida che richiede azioni coordinate di prevenzione, sorveglianza e assistenza.