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Indagine per la morte di Pietro Porzi: 22 dipendenti sanitari sotto accusa

Indagine per la morte di Pietro Porzi: 22 dipendenti sanitari sotto accusa

Il piccolo Pietro Porzi è morto pochi istanti dopo il parto, scatenando un’inchiesta contro 22 sanitari di Foligno e Perugia.

Il neonato Pietro Porzi è venuto al mondo il 16 settembre a Foligno, ma poche ore dopo la sua vita si è conclusa al reparto di terapia intensiva neonatale di Perugia. La tragedia ha spinto la Procura di Perugia ad aprire un fascicolo penale, sospettando possibili responsabilità nell’ambito delle cure fornite. In totale, 22 operatori sanitari dei due ospedali sono stati inseriti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo e di responsabilità colposa per morte o lesioni personali.

Il parto a Foligno e l’intervento con la ventosa

Secondo le prime evidenze, il parto è stato caratterizzato da difficoltà che hanno richiesto l’uso di una ventosa per facilitare la nascita. La madre, una donna di 32 anni, è stata seguita dal personale dell’ospedale di Foligno, dove il team di ostetricia ha monitorato attentamente la gestazione.

Nonostante l’intervento, il neonato ha mostrato subito segni di disagio, con un rapido deterioramento delle condizioni cliniche.

Complicazioni nelle ore successive alla nascita

Nel corso delle ore che hanno seguito il parto, il piccolo ha manifestato sintomi di malessere che hanno spinto i medici di Foligno a valutare la necessità di un trasferimento urgente.

La decisione di spostare il neonato verso un reparto più specializzato è stata presa per via del peggioramento della sua stabilità respiratoria e circolatoria. Il trasporto è stato organizzato con il massimo della rapidità per garantire una continuità assistenziale adeguata.

Il trasferimento a Perugia e le cure in terapia intensiva neonatale

Il neonato è stato trasferito al reparto di terapia intensiva neonatale del Santa Maria della Misericordia di Perugia. All’arrivo, le condizioni risultavano estremamente critiche: i parametri vitali erano fuori norma e il personale neonatale ha avviato immediatamente le manovre di rianimazione. Nonostante gli sforzi dei specialisti la salute del bambino non è migliorata e, poco dopo, è stato dichiarato deceduto.

Le indagini della Procura: sequestro delle cartelle e 22 indagati

I genitori, desiderosi di comprendere le ragioni della morte, hanno sporto denuncia ai Carabinieri. In risposta, la Procura di Perugia ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche custodite sia nell’ospedale di Foligno sia in quello di Perugia. Gli investigatori hanno identificato tutti i professionisti che hanno partecipato al percorso assistenziale, dal momento del parto fino alla gestione in terapia intensiva. L’avviso di garanzia, notificato contestualmente alla fissazione dell’autopsia, fa riferimento a omissione colposa e a possibili imperizia o negligenza nella gestione del caso.

Prossimi step: autopsia e valutazione legale

L’autopsia, programmata per il sabato mattina, dovrà stabilire le cause esatte del decesso e verificare se vi sia un nesso diretto tra le azioni dei sanitari e la morte del neonato. I consulenti forensi saranno chiamati a valutare se, nel percorso diagnostico-terapeutico, siano emerse condotte difformi da quanto previsto dalla prassi medica. Solo dopo l’esito dell’autopsia e l’analisi dettagliata delle documentazioni sanitarie, la Procura potrà decidere se le responsabilità ricadono su singoli operatori o su eventuali falle sistemiche.

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