(Adnkronos) – “Trovo intollerabile che, ancora oggi, le inverosimili e ridicole affermazioni di persone che si sono macchiate dei delitti più efferati — e che oggi parlano addirittura da uomini liberi — vengano utilizzate per alimentare l’ennesima damnatio memoria e contro mio padre”. Così Barbara Berlusconi in merito alle affermazioni di Giovanni Brusca sentito come testimone durante il processo in corso a Firenze contro Salvatore Baiardo.
“Da oltre trent’anni si inseguono teoremi, suggestioni e sospetti alimentati dalle solite procure.
Le prove, invece, continuano a mancare”, sottolinea.
“Il processo Baiardo si è trasformato in un processo bis sulle stragi del ’93-’94, riesumando accuse contro Berlusconi e Dell’Utri già archiviate. Una vicenda giudiziaria semplicemente surreale. Mio padre non può più difendersi. Proprio per questo continueremo a farlo noi, ogni volta che sarà necessario”, conclude.
“L’inattendibilità delle dichiarazioni di Brusca a proposito di Dell’Utri e Berlusconi è già stata accertata in altre precedenti sentenze”.
Lo dice Giorgio Perroni, legale della famiglia Berlusconi, in merito alle affermazioni dell’ex boss.
“Le sue parole – spiega – sono state scartate dai giudici per la loro ‘fortissima ambiguità’, per le nettissime contraddizioni con altri incontrovertibili dati processuali, e sono state definite ‘del tutto inconsistenti ai fini probatori’, anche perché provenienti da un soggetto che ‘non ha voluto fornire uno spontaneo e leale contributo all’accertamento della verità'”, prosegue Perroni.
“Come può un processo diventare il pretesto per riesumare accuse su fatti già giudicati, tanto più nei riguardi di persone che neppure sono parti in causa nel procedimento? Che poi una delle persone trascinate in questa vicenda sia Silvio Berlusconi, scomparso da oltre tre anni e dunque impossibilitato per sempre a replicare, rende tutto questo non soltanto paradossale e gravissimo, ma anche vergognosamente ingiusto”, aggiunge.
“L’udienza di oggi ha definitivamente sancito che il procedimento fiorentino a carico di Salvatore Baiardo, iniziato a febbraio, si è trasformato in un processo a due persone che non sono nemmeno imputate, Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, e che non possono quindi difendersi”, dice ancora Perroni.
“Eppure – spiega – tutto questo avviene ormai da sette mesi, nell’evidente tentativo di confermare una vulgata, falsa e assurda, in base alla quale Berlusconi e Dell’Utri sarebbero i mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993-94: un’infamia che da trent’anni a questa parte ha conosciuto esclusivamente smentite e archiviazioni”, prosegue ancora.
“Oggi si è arrivati al paradosso dei paradossi: si è chiamato a deporre Giovanni Brusca, il quale è stato interrogato per ore in aula benché abbia dichiarato sin dal principio di non avere mai né visto né conosciuto l’imputato Baiardo.
La sua audizione, in realtà, ha avuto l’unico scopo di riproporre dichiarazioni che erano già state vagliate e sconfessate in altri processi”, conclude.
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