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Rapporto Pisa 2025, competenze in calo e distrazioni digitali: i risultati dell’Italia

Rapporto Pisa 2025, competenze in calo e distrazioni digitali: i risultati dell’Italia

Il rapporto Pisa 2025 segnala un calo delle competenze nell’area Ocse. L’Italia tiene, ma preoccupano le distrazioni digitali.

Il rapporto Ocse Pisa 2025 fotografa un calo delle competenze degli studenti, soprattutto in lettura e matematica. L’Italia si distingue per risultati superiori alla media Ocse, ma restano criticità nelle scienze e nell’uso dei dispositivi digitali a scuola.

Rapporto Pisa 2025, rendimento ai minimi storici: pesano lettura e matematica

Il nuovo rapporto Pisa dell’Ocse, che ha coinvolto circa 760 mila quindicenni in 91 Paesi ed economie, fotografa un arretramento delle competenze scolastiche, soprattutto nella comprensione dei testi e nella matematica.

Nei Paesi Ocse, tra il 2015 e il 2025, i punteggi medi sono diminuiti rispettivamente di 28 e 22 punti, contro i 16 e gli otto registrati negli altri sistemi educativi esaminati. Più contenuta la flessione nelle scienze, pari a sette punti nell’area Ocse.

Come ha spiegato l’esperto Eric Charbonnier, “I risultati nelle scienze rimangono approssimativamente stabili, ma c’è un calo di oltre 20 punti nella lettura e nella matematica“.

Una differenza di 20 punti corrisponde, secondo l’organizzazione, a circa un anno di scolarizzazione. Il peggioramento emerge anche dal confronto con il 2022: nell’area Ocse, un quindicenne su cinque presenta competenze insufficienti in tutte e tre le materie, rispetto al 16% della precedente rilevazione. Tra i fattori che potrebbero contribuire al fenomeno vengono indicati il maggiore ricorso agli schermi, il minore interesse per la lettura e i cambiamenti nel rapporto con la scuola dopo la pandemia.

L’indagine segnala inoltre un’associazione tra un uso più intenso dell’intelligenza artificiale e risultati inferiori nelle scienze, pur rilevando che sistemi di eccellenza come Singapore e Macao figurano tra quelli in cui gli studenti dichiarano di utilizzarla più spesso. Ai vertici delle classifiche si trovano le regioni cinesi di Pechino, Shanghai, Jiangsu e Zhejiang per scienze e matematica, mentre Singapore guida la lettura; tra i risultati migliori compaiono anche Macao, Taiwan, Giappone e Corea del Sud. In Europa si distinguono Estonia, Regno Unito, Finlandia e Irlanda, oltre a Canada e Nuova Zelanda fuori dal continente. Nonostante un quadro definito “cupo”, l’Ocse sottolinea che i progressi di alcuni sistemi dimostrano la possibilità di invertire la tendenza.

Rapporto Pisa 2025, competenze in calo e studenti distratti: come si posiziona l’Italia

In questo contesto, l’Italia mantiene risultati complessivamente solidi e registra segnali di miglioramento rispetto al 2022. In scienze, materia principale dell’indagine, raggiunge 483 punti contro una media Ocse di 482; in lettura ottiene 474 punti rispetto a 461, mentre in matematica si attesta a 468 contro 463. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha sottolineato che “Per la prima volta ci collochiamo significativamente al di sopra della media internazionale“, evidenziando anche il risultato nella lettura, superiore a quello della Finlandia, e in matematica, migliore di Francia, Germania, Stati Uniti e Svezia.

La rilevazione indica inoltre una riduzione dei divari tra Nord e Sud e una quota di studenti che raggiunge almeno il livello di base leggermente superiore alla media Ocse. Secondo il presidente dell’Invalsi, Roberto Ricci, l’Italia appartiene al ristretto gruppo di Paesi che hanno mantenuto i risultati nelle tre discipline, mentre i miglioramenti rispetto al 2022 riguardano soltanto Regno Unito, Turchia e Repubblica slovacca; tra i sistemi in calo figurano invece Slovenia, Spagna e Lettonia. Ricci richiama però la necessità di rafforzare le eccellenze scientifiche: gli studenti italiani con risultati elevati sono il 4%, contro il 7% della media Ocse.

Resta invece il problema delle distrazioni tecnologiche: il 37% degli studenti italiani riferisce che i compagni sono spesso distratti dai dispositivi digitali durante le lezioni di scienze, contro il 28% della media Ocse. L’Italia è dodicesima tra gli 83 sistemi classificati su questo indicatore, preceduta da Uruguay, Argentina, Cile, Bulgaria, Polonia, Filippine, Australia, Nuova Zelanda, Paraguay, Costa Rica e Messico. A parità di condizioni socioeconomiche, gli studenti che segnalano queste distrazioni ottengono in scienze 13 punti in meno, contro gli 11 della media Ocse. Il fenomeno persiste nonostante l’aumento dei divieti: nel 2025 riguardavano il 63% degli studenti italiani, rispetto al 46% del 2022, mentre nell’area Ocse la quota è passata dal 34% al 49%. Valditara ha ribadito l’intenzione di “potenziare le misure a supporto dei docenti e degli studenti”, mentre Ricci ha invitato a continuare a investire sugli alunni con le prestazioni più alte.

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