Con la prima campanella suonata a Bolzano prende il via il ritorno sui banchi, che nei prossimi giorni coinvolgerà progressivamente le altre regioni italiane. Per bambini e ragazzi la ripresa delle lezioni può portare con sé il cosiddetto back to school blues, una malinconia legata alla fine delle vacanze che, in alcuni casi, può trasformarsi in ansia e stress.
Secondo gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, il ritorno a scuola rappresenta una fase di adattamento che può essere affrontata con alcuni accorgimenti, sia da parte degli studenti sia delle famiglie, come riportato da AGI.
Stress del rientro a scuola, i segnali possono cambiare con l’età
Nei bambini più piccoli il disagio può emergere soprattutto al momento di separarsi dalle figure di riferimento.
Crescendo, invece, aumentano le preoccupazioni per il rendimento scolastico, mentre durante la preadolescenza e l’adolescenza acquistano maggiore importanza i rapporti con i coetanei e la paura di essere esclusi. Particolare attenzione va riservata ai passaggi da una scuola all’altra, quando cambiano gruppi e amicizie. L’ansia può presentarsi attraverso pensieri ripetitivi, irritabilità, difficoltà di concentrazione e continue richieste di rassicurazione.
Possono comparire anche disturbi fisici, come mal di pancia, nausea, mal di testa, stanchezza, problemi del sonno o scarso appetito. In alcuni casi il disagio porta anche a evitare le attività scolastiche o a non voler uscire di casa.
Come ridurre lo stress del rientro a scuola con l’aiuto dei genitori
Per rendere meno brusco il ritorno sui banchi, può essere utile recuperare gradualmente gli orari scolastici, anticipando sonno e risveglio e riducendo l’uso degli schermi la sera. Anche preparare insieme il materiale per la scuola può aiutare bambini e ragazzi a familiarizzare con la ripresa.
Un ruolo importante è svolto anche da sonno e alimentazione: riposare abbastanza, fare colazione e mantenere pasti regolari aiuta ad affrontare meglio stress, irritabilità e problemi di concentrazione.
I genitori dovrebbero inoltre ascoltare le preoccupazioni dei figli senza minimizzarle e senza trasmettere le proprie ansie. Un atteggiamento calmo e disponibile, insieme a domande aperte sulla giornata scolastica, può aumentare il senso di sicurezza. Soprattutto quando si cambia istituto, conoscere in anticipo il tragitto e gli ambienti della nuova scuola può ridurre l’incertezza.
È importante anche evitare un eccesso di impegni nelle prime settimane e lasciare ai ragazzi il tempo necessario per ritrovare il proprio ritmo. Se invece il disagio continua nel tempo o compare un crescente rifiuto della scuola, è opportuno non sottovalutarlo e mantenere un confronto con gli insegnanti.
Stress da rientro a scuola, cosa possono fare studenti e insegnanti
Anche bambini e adolescenti possono mettere in pratica semplici strategie per gestire la tensione. La respirazione lenta, una buona organizzazione delle attività e la condivisione delle proprie preoccupazioni con adulti o compagni fidati possono rendere più semplice il ritorno alla quotidianità.
È altrettanto importante avere aspettative realistiche: i primi giorni rappresentano un periodo di assestamento e non è necessario affrontare immediatamente ogni difficoltà in maniera perfetta.
Infine, anche gli insegnanti hanno un ruolo centrale. Un ambiente accogliente, routine chiare, attività introdotte gradualmente e attenzione alle relazioni possono favorire il benessere psicologico degli studenti. Un clima scolastico positivo, insieme al contrasto al bullismo e alla costruzione di un senso di appartenenza, può aiutare non soltanto a vivere meglio il ritorno in classe, ma anche a sostenere l’apprendimento.
