Nel cuore della frazione di Sant’Anna le voci si sono fermate: Renzo Marogna, nato nel 1950, è venuto a mancare in circostanze inattese. Per più di quarant’anni il suo nome è stato legato a una piccola ma storica bottega di alimentari, dove generazioni di famiglie hanno fatto la spesa, i ragazzi si sono fermati a farse ‘imbottire’ il panino prima della scuola, e i turisti diretti sui sentieri della Lessinia hanno rifornito i propri cestini per i picnic.
Il punto di riferimento della vita quotidiana
Il bancone della bottega era più di un semplice luogo di commercio: era una curva di incontro per tutti gli abitanti. Renzo, con i suoi quaranta/quattro figli di cuore, aveva trasformato quella piccola realtà in un centro di aggregazione, dove l’ospitalità era regola ferrea.
Parallelamente, per almeno vent’anni era dirigente e accompagnatore della prima squadra di calcio del Sant’Anna, ruolo che svolgeva ogni domenica a bordo campo, indipendentemente dal tempo. Questo impegno sportivo era strettamente intrecciato con la sua appartenenza al Consiglio direttivo dell’Unione sportiva di Sant’Anna, dove rimaneva un volontario instancabile fino all’ultimo giorno.
Un legame con la famiglia e la comunità
La tragedia personale aveva già toccato Renzo: nel aprile 2025 aveva perso il figlio Stefano, allora 44enne, titolare della pasticceria “Le Delizie” di Sant’Anna, per un arresto cardiaco durante il sonno. Rimasto vedovo con i figli ancora giovani – Nicola, Marco e Alberto – Renzo aveva comunque continuato a guardare al futuro, sostenendo la famiglia, il club sportivo e gli amici. Il suo spirito resiliente era evidente nelle parole del sindaco Raffaello Campostrini, che lo definì “una persona straordinaria che, nonostante le avversità, si rimetteva sempre in piedi con grande forza”.
Il martedì che ha cambiato tutto
Il martedì pomeriggio, Renzo aveva partecipato a un funerale nella frazione limitrofa di Ronconi, accanto a molti compaesani. Terminata la funzione, mentre si dirigeva a piedi verso la chiesa di Sant’Anna, è stato avvistato mentre barcollava leggermente e si appoggiava alla ringhiera di una casa. Un passante gli ha chiesto se avesse bisogno di aiuto, ma Renzo ha risposto di no. In un attimo, è caduto a terra. Alcuni dei presenti, tra cui due infermieri, hanno iniziato subito il massaggio cardiaco, mentre un altro ha corso a prendere il defibrillatore. Il soccorso è proseguito fino all’arrivo dell’elicottero Suem 118, ma, nonostante gli sforzi corali, il cuore di Renzo non è riuscito a riprendersi.
Un vuoto nella memoria collettiva
Le reazioni della popolazione sono state immediate e cariche di emozione. Simone Lavarini, presidente dell’Unione sportiva di Sant’Anna, ha ricordato Renzo come “una persona d’oro, unica nel suo genere, capace di trovare le parole giuste al momento giusto”. Ha sottolineato la facilità con cui Renzo si legava anche ai diciottenni appena entrati in squadra, diventando per loro un punto di riferimento. Giovanni Lavarini, amico e collega di attività, ha evocato i pranzi settimanali organizzati con il gruppo dei pensionati, quando tutti si riunivano per preparare i crauti: “Era sempre una presenza di compagnia e conforto”. Il funerale si è tenuto alle 15.30, nella chiesa di Sant’Anna, raccogliendo decine di volti colmi di dolore ma anche di gratitudine per la vita vissuta.
